Femminicidio Federica Torzullo, al via il processo. La mamma della vittima a Carlomagno: “Guardami in faccia”
È iniziato oggi davanti alla prima Corte d’assise di Roma il processo nei confronti di Claudio Agostino Carlomagno, l’uomo accusato di aver ucciso nel gennaio 2026 la moglie Federica Torzullo, 41 anni, nella loro abitazione di Anguillara Sabazia. Carlomagno, presente in aula e difeso dall’avvocato Andrea Miroli, è accusato di femminicidio aggravato dalla premeditazione e dal rapporto coniugale, oltre che di occultamento e vilipendio di cadavere.
La Procura di Civitavecchia aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato sulla base delle indagini dei carabinieri e della confessione dell’uomo che, dopo il ritrovamento del corpo di Torzullo il 18 gennaio, ha ammesso di essere l’autore del femminicidio. La donna risultava scomparsa da giorni e Carlomagno ne aveva denunciato la scomparsa. Le indagini si sono però concentrate progressivamente su di lui, fino al ritrovamento del corpo della 41enne, sepolto dietro la sede dell’azienda dell’uomo: era stata uccisa con 23 coltellate, lui aveva poi tentato di sfigurarla per renderla irriconoscibile.
Al processo sono stati ammessi come parti civili i genitori della vittima, Stefano Torzullo e Roberta Virgulti, che sono anche tutori legali del nipote, il figlio di dieci anni della coppia, e sono assistiti dagli avvocati Nicodemo Gentile e Pierina Manca. Parte civile anche la sorella Stefania Torzullo, rappresentata dall’avvocato Carlo Mastropaolo. Sono state inoltre ammesse diverse associazioni impegnate contro la violenza sulle donne, tra cui Differenza Donna, Giardino Segreto, Insieme a Marianna, Vittime Vulnerabili di Reato, Per Marta e per tutte e La Scuola di Atene.
La difesa di Carlomagno aveva chiesto di sospendere il processo e trasmettere gli atti alla Corte costituzionale, contestando la legittimità del nuovo reato di femminicidio. Il legale dell’uomo ha sostenuto che la norma violerebbe il principio di uguaglianza e quello di proporzionalità della pena. L’avvocato Nicodemo Gentile, per la famiglia di Federica, si è opposto alla richiesta. La Corte ha però dichiarato non rilevante la questione di legittimità costituzionale e ha ordinato di procedere con il giudizio, rigettando quindi la richiesta della difesa.
"Io l'ho pensato dal primo momento. Perché mia figlia non era la persona che scompariva così, non avrebbe mai mollato il suo bambino. Io l'ho sentito subito che era successo qualcosa. E ho dovuto sopportare 12 giorni. E lui ci consolava", le parole del padre di Federica. "È dura, da qui all'eternità sarà sempre dura – aggiunge la mamma -. Non ha avuto neanche il coraggio di guardarmi in faccia, dopo il rapporto che aveva con me. Lui mi aveva chiesto, nonostante la separazione, se i nostri rapporti sarebbero rimasti gli stessi e io glielo avevo garantito. E oggi non è riuscito a guardarmi in faccia. Quello che ha fatto è qualcosa di atroce, ha fatto di tutto a mia figlia, è stato un massacro. Ha voluto cancellare tutti noi, non solo lei. Ha voluto cancellare tutto quello che eravamo, perché lui con noi non stava male, stava bene. Ha voluto cancellare perché non avrebbe fatto più parte come prima di questa realtà, quindi lui ha voluto disintegrare tutti noi".