Gli abitanti di Isola Farnese segregati nel borgo dopo la frana: “Dopo tre mesi ancora non ci sono soluzioni”

"Che si siano dimenticati di noi? Chi può dirlo". Questa era la sensazione di alcuni abitanti che vivono bloccati da oltre tre mesi a Isola Farnese, comune alle porte di Roma, nella zona a Nord Ovest della Capitale fino a qualche ora fa. "Basta. Liberate il borgo", era la scritta che si leggeva su alcuni striscioni appesi all'ingresso del paese, dove le vie di accesso sono ancora bloccate.
"Sono trascorsi tre mesi e poco più di una settimana da quando ci siamo trovati chiusi, segregati nel nostro stesso paese – racconta a Fanpage.it una cittadina – Chiaramente non ne possiamo più. Il pensiero va sempre alle persone più anziane o con problemi a deambulare che faticano o, addirittura, non riescono proprio a uscire". Le vie per muoversi da Isola Farnese restano le stesse di qualche mese fa, subito dopo la frana, e comprendono un sentiero nel bosco e una scalinata: allontanarsi o raggiungere il borgo in auto è praticamente impossibile.
Nel frattempo, per monitorare al meglio questa situazione è stato creato il Comitato Residenti del Borgo di Isola Farnese. "Qualche ora fa è stata emanata un'ordinanza del sindaco Gualtieri che si è espresso sulla nostra situazione – è il commento da parte del Comitato a Fanpage.it – Il rischio è che possa aiutarci soltanto in parte a liberare il borgo. Noi stiamo provando a muoverci in tutte le direzioni possibili per cercare di cambiare le cose, ma finora non abbiamo risolto nulla".

La situazione a tre mesi dalla frana: "Noi ancora bloccati a Isola Farnese"
All'inizio del mese di febbraio, gli abitanti di Isola Farnese avevano raccontato a Fanpage.it come le condizioni di vita, a seguito delle frane che li avevano costretti a restare segregati nel borgo, avessero fatto ricordare loro la vita durante il lockdown per il covid. A più di tre mesi dagli smottamenti, le frane sono state rimosse dalla strada, ma non è cambiato niente.
"A fine marzo la situazione della chiusura delle vie di accesso e uscita dal borgo rimaneva legata ai risultati dei sensori che hanno montato sulla parete. Mi spiego meglio – racconta una cittadina di Isola Farnese – Dopo le frane sono stati installati dei semafori dotati di sensori in grado di rilevare possibili movimenti e il rischio di frana. Quando il semaforo diventa rosso, occorre fermarsi e allontanarsi dalle pareti della collina".
Ma da quel momento è passato quasi un mese. "Fino a oggi c'è stato soltanto silenzio. L'unica novità è stata la rimozione delle macerie. Poi è arrivata l'ordinanza".
Il Comitato Residenti di Isola Farnese: "Restiamo ostaggi anche dopo la nuova ordinanza"
Nel primo pomeriggio di oggi, il sindaco di Roma è tornato a parlare di Isola Farnese con un'ordinanza. Nel documento viene espressa la possibilità di riaprire le strade al traffico veicolare e pedonale, previa installazione dei semafori con i sensori. "Quando i semafori sono rossi, perché i sensori hanno registrato qualche movimento, non si potrà uscire dal borgo. Allo stesso tempo, risulta vietato il transito anche quando è prevista un'allerta meteo di colore giallo – aggiungono ancora dal Comitato a Fanpage.it – Adesso non saremo più ostaggi delle transenne, ma di due semafori rossi che scatteranno al minimo sensore o a un'allerta meteo per pioggia, vento, neve, come spesso è capitato di vedere in questi mesi".

Da quando si è costituito il Comitato cittadino, un mese dopo la frana, si è subito attivato per cercare di tornare nel minor tempo possibile alla normalità. Normalità che, ancora, sembra lontana.
"Abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti, ma l'unica risposta ricevuta ci rimanda di 30 giorni perché il fascicolo è corposo e potremmo essere di intralcio alle attività. Così abbiamo scritto una lettera aperta anche in Procura, ma ancora non abbiamo ricevuto risposta. La prossima assemblea si era deciso di votare la denuncia sia alla Corte dei Conti che in Procura", continuano dal Comitato. Nel frattempo continua il rimpallo di responsabilità fra amministrazione e proprietari del Castello Farnese.
"Non ci interessa sapere di chi sia la responsabilità di questi ultimi mesi, noi vogliamo sapere se si siano mossi nei tempi giusti con i progetti giusti e che i soldi che stanno spendendo per l'apertura, siano stati spese bene", aggiungono.