Genitori scrivono lettera ai responsabili della “lista stupri” del Giulio Cesare: “Non ci volteremo dall’altra parte”

Una lettera scritta dai genitori di alcuni studenti del liceo Giulio Cesare di Roma dopo la notizia della "lista degli stupri" scritta nel bagno dei maschi della scuola sarà letta domani, lunedì primo dicembre, in tutte le classi dell'istituto. A scriverla le famiglie degli e delle studenti che, come hanno fatto sapere, non hanno intenzione di "voltarsi dall'altra parte".
La lettera dei genitori del liceo Giulio Cesare a chi ha scritto la "lista stupri" nel bagno
Parte del contenuto della lettera è stato anticipato dal Tg1. "A voi che avete scritto quei nomi sui muri. Non so chi siete. Non conosco i vostri volti, non so se sedete in prima fila o nell’ultima se siete bravi a matematica o a calcio, se fate ridere i compagni o passate inosservati – esordiscono i genitori nella missiva Ma so una cosa: avete scritto Lista stupri e sotto nove nomi. Di questi otto ragazze", precisano.
"Parliamoci chiaro. Lo avete fatto perché sono persone che pensano, si organizzano e hanno opinioni politiche che forse vi disturbano. E siccome non sapevate come rispondere alle loro idee, avete risposto ai loro corpi. Minacciandoli. È un gesto antico quanto il patriarcato stesso: quando soprattutto una donna dice cose che non ti piacciono la riporti al suo corpo. Le ricordi che può essere violata, posseduta, distrutta. È il modo più economico per dire Tu non conti niente, conta solo quello che possiamo farti. Sapete quale è il problema? Che questo gesto dice molto più di voi che di loro. Dice che siete terrorizzati da ragazze che hanno più coraggio, più intelligenza, più voglia di cambiare le cose di quanta ne abbiate voi. Dice che l’unica risposta che avete trovato è la violenza perché di argomenti non ne avevate".
Lista stupri nel muro del bagno al liceo Giulio Cesare: "Un atto di violenza"
La lettera continua. "Adesso immaginate che uno di quei nomi sia quello di vostra sorella o della ragazza per cui perdete la testa. Riuscite ancora a pensare che sia divertente? Il punto è questo: voi quelle ragazze non le avete viste come persone le avete viste come bersagli. Come corpi da usare per intimidire, per riaffermare un potere che sentite scivolarvi via. E i vostri genitori? Vi hanno forse insegnato che il dissenso politico si risolve con la minaccia sessuale? Se è così, hanno fallito. E ora sta a voi decidere se continuare su quella strada o diventare qualcosa di migliore. La violenza non spegne le voci. Ma le amplifica. Su quella lista simbolicamente, ci sono i nomi di tutti i nostri figli. DI tutte le nostre figlie. E voi? Continuerete a nascondervi dietro un pennarello e l’anonimato di un cesso, o avrete il coraggio di uscire allo scoperto e di assumervi la responsabilità di quello che avete fatto? Restiamo in attesa. Noi con tutta una comunità che non ha nessuna intenzione di far finta che sia normale". La firma, come anticipato, è quella di "Una madre e un padre, due che non si voltano dall’altra parte".
Una delle studentesse scritte nella lista: "Una minaccia: anche questa è violenza"
"Anche questa è violenza. Il mio nome è fra quelli scritti sul bagno dei maschi al secondo piano. Dovrei sentirmi libera di camminare tranquillamente per i corridoi della mia scuola. Ma questa è una minaccia", sono le parole di una delle studentesse nel mirino di chi ha scritto questa lista. Fra le nove voci dell'elenco, c'è anche il suo nome. "Gesto grave, occorre prendere provvedimenti", è invece il commento del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara non appena appreso dell'accaduto.
