Fiumicino, consigliera FI dà del fake a un cittadino sui social, ma lui esiste. Lei: “Cambia foto, crei confusione”

Negli ultimi mesi, nel classico dibattito social tra amministratori e cittadini, i membri della maggioranza del Comune di Fiumicino si stanno focalizzando un po’ troppo sull’identità, più o meno genuina, dei profili Facebook dei propri concittadini piuttosto che considerare il contenuto delle istanze o delle critiche che vengono fatte. E la situazione pare stia proprio sfuggendo di mano. Il caso emblematico di questa deriva da ansia da ‘dossieraggio’ è quello di una consigliera comunale di Forza Italia, Francesca De Pascali, che qualche giorno fa ha definito fake la pagina Facebook di un residente, Edoardo Morello, molto conosciuto peraltro a Fiumicino per le sue attività sul territorio e le sue analisi socio politiche sull’amministrazione comunale pubblicate puntualmente sul suo profilo social.
La modalità operativa che ha portato De Pascali a sentenziare che Morello era un fake è stata alquanto discutibile e approssimativa. La consigliera, che peraltro di mestiere fa l’avvocata, ha preso una delle foto presenti nell’album social di Morello e l’ha fatta analizzare da Google Lens, un’applicazione in grado di categorizzare e riconoscere gli elementi inquadrati, una sorta di Shazam dei contenuti visivi molto affidabile nel riconoscere monumenti, piante, animali e prodotti commerciali, molto inaffidabile nel riconoscere foto di persone, soprattutto quando i soggetti in questione non sono noti. Infatti l’applicazione ha sentenziato che la foto apparteneva ad un attore con un altro nome, quindi era riconducibile ad un’altra persona. Tanto è bastato per De Pascali per dare la sua sentenza definitiva: Morello non esiste, è un fake. Il seguito di questa storia se possibile è ancor più imbarazzante. La consigliera ha pubblicato questo verdetto surreale commentando un post critico di Morello sul sindaco di Fiumicino Mario Baccini. “Un altro profilo fake ma quanto vi divertite???”, ha scritto De Pascali, con tanto di faccine sorridenti ed allegando lo screen di Google Lens che attribuiva la foto di Morello all’attore doppiatore Alessandro Quarta.
Ovviamente Morello, letto il commento della consigliera comunale, ha pubblicato un post sottolineando che “lui esisteva”, che la sua identità era “facilmente verificabile”, chiedendo la “rimozione immediata del post e una rettifica pubblica altrettanto visibile” da parte di De Pascali, confidando “che una rappresentante delle istituzioni sappia riconoscere un errore e correggerlo con la stessa rapidità con cui lo ha commesso”. Ma la consigliera comunale a questo punto ha spiazzato tutti con una risposta impensabile, almeno per una rappresentante delle istituzioni: “Beh forse allora dovrebbe cambiare immagine per non creare confusione!”.
Quindi, secondo De Pascali, la confusione non l’aveva creata il suo post ma, evidentemente, la foto di Morello che assomigliava troppo a quella di un attore o non si sa cos’altro. Tant’è che Morello ha deciso di pubblicare anche un video dove dichiarava ironicamente di aver scoperto di non esistere e sottolineava: “L’errore è mio che somiglio a me stesso”.
Finalmente, anche dopo le inevitabili critiche e prese in giro nei confronti di De Pascali da parte dei commentatori social, la consigliera dopo circa 24 ore di un teatrino evitabile ha chiesto scusa a Morello. Non una rettifica ufficiale e ben visibile sulla sua pagina social ma tra i commenti del video di Morello. “Tempo fa – spiega la consigliera De Pascali – avevo smascherato un profilo fake grazie a Google Lens, me l’aveva suggerito mio figlio. Ho preso un granchio, ho visto che sulla pagina di Morello c’erano troppe foto generiche di panorami e altro e mi sono insospettita. Ho sbagliato lo ammetto, anche in seguito dicendogli di cambiare immagine, chiedo scusa”. "Il granchio lo capisco – ribatte Morello – è il resto che mi affascina. Un' avvocata che usa un’applicazione per riconoscere monumenti come prova, un cittadino che deve dimostrare di esistere, e la soluzione finale che sarebbe cambiare faccia. Ne ho sentite parecchie nella mia vita ma ‘lei somiglia troppo a se stesso' mi mancava. Scuse accettate, per carità., però adesso vivo con un’ansia nuova: ogni mattina apro Facebook per controllare se esisto ancora, prima controllavo il meteo”. Tutto è bene quel che finisce bene, anche perché le scuse della consigliera comunale non sono un fake.