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Femminicidio Federica Torzullo

Federica Torzullo, Carlomagno usa il figlio per giustificare il femminicidio: “Il coltello? Ancora in casa”

Il gip ha convalidato l’arresto per Claudio Agostino Carlomagno, che ha confessato il femminicidio della moglie Federica Torzullo.
A cura di Alessia Rabbai
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Convalidato l'arresto per Claudio Agostino Carlomagno, che oggi ha confessato davanti al giudice delle indagini preliminari di aver ucciso la moglie Federica Torzullo. Un interrogatorio durato cinque ore quello che si è concluso poco fa al Tribunale di Civitavecchia. Il giudice ha convalidato l'arresto disposto dalla Procura della Repubblica, l'indagato resta in carcere per i reati di femminicidio e occultamento di cadavere.

Carlomagno, assistito dal suo avvocato Andrea Miroli, ha reso piena confessione. Il movente riguarderebbe affidamento del figlio minorenne. Per il procuratore Liguori però quella fornita dall'indagato è una tempistica incerta, qualcosa non torna.

Due sarebbero gli scenari: la premeditazione o la complicità di qualcuno. Federica Torzullo è scomparsa la sera dell'8 gennaio da Anguillara Sabazia alle porte di Roma ed è stata trovata morta nel terreno vicino al deposito della ditta Carlomagno Srl in via Comunale di San Francesco. Il marito l'ha uccisa con 23 coltellate, aveva ustioni su braccia, torace e volto e la gamba sinistra amputata.

Il procuratore: "Confessione non piena, ci sono zone d'ombra"

Per il procuratore capo Alberto Liguori Carlomagno ha fornito una confessione non piena: "Ci sono delle zone d'ombra sulle quali lavoreremo – spiega – L'indagato ha raccontato ciò che ha volto, ma non tutto". Le ipotesi che si sono delinate sono due: che ci sia stata la premeditazione, oppure che abbia avuto un complice, una persona che l'ha aiutato. "Ha fornito dei tempi contingentati. Non torna ad esempio che nell'arco di tre quarti d'ora i tre abbiano discusso, che la discussione sia degenerata in un'aggressione con accoltellamento. L'aggressione è avvenuta solo in bagno. E ancora che ci sia stata la pulizia del bagno, delle scale, del vano e dopo ancora il trasferimento del corpo del bagagliaio, ritorno in casa, pulizia, ritorno in macchina e azienda".

Un delitto "preparato", uccisa in 45 minuti

Carlomagno in sede di confessione ha dichiarato davanti al giudice la sua versione dei fatti sulle ultime ore di vita di Torzullo e su come ha consumato il delitto. Ha spiegato di aver litigato con la moglie con la quale era in fase di separazione la sera dell'8 gennaio, ma che il delitto risalirebbe alla mattina seguente.

Ha "preparato il femminicidio" dalle 6.15 e terminandolo alle 7, spiegando di averla uccisa in 45 minuti. Successivamente ha scavato una buca nel terreno dove poi l'ha seppellita. Durante la confessione ha usato il figlio per giustificare il femminicidio, spiegando che avevano litigato per l'affidamento del minore.

L'avvocato di Carlomagno: "Consapevole della gravità del crimine"

L'avvocato di Carlomagno, Andrea Miroli, ha risposto alle domande dei giornalisti che lo attendevano all'uscita del Tribunale al termine dell'udienza di convalida del fermo: "Il mio assistito è consapevole della gravità del crimine che ha commesso. Una tragedia che non avrebbe mai dovuto accadere, a cui non avremmo mai voluto assistere, ma purtroppo è successa. Carlomagno si sta svegliando da un incubo. Certamente si rende conto di aver distrutto tre famiglie, di aver sottratto il figlio alla madre".

Le indicazioni sull'arma del delitto

L'indagato ha spiegato davanti al giudice che per uccidere Torzullo ha usato un coltello. Ha dato indicazioni agli inquirenti per trovare l'arma del delitto, finora non ancora rinvenuta, spiegando che è ancora presente in casa, nella villa in via Costantino 9 posta sotto sequestro. "L'arma è sicuramente un coltello che Carlomagno ha rivelato all'Autorità giudiziaria dove trovare" ha spiegato l'avvocato Miroli, che chiarisce: "In merito alla domanda se chiederemo una perizia psichiatrica rispondo: assolutamente no". Rispetto al telefonino di Torzullo ha detto di averlo distrutto.

Messaggi sul telefono di Torzullo con sua madre scritti da Carlomagno

Nel corso dell'udienza di convalida del fermo è arrivata anche la conferma di quanto già si sospettava, ossia che i messaggi sul telefonino di Federica Torzullo con sua madre la mattina del 9 gennaio erano falsi, scritti da Carlomagno nel tentativo di depistare le indagini. La mamma Roberta si era insospettita parlando in chat con chi riteneva essere sua figlia sulla colazione del bambino, rimasto a dormire dai nonni. "Mi ha parlato di Nutella, ma Federica sapeva che la Nutella in casa nostra non c'è mai stata". In realtà Carlomagno si era impossessato del telefonino della ex moglie.

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