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Fa kitesurf sulla spiaggia di Ladispoli e viene risucchiato da un elicottero militare: condannato un ufficiale

Alessandro Ognibene fu scaraventato in aria da un elicottero militare mentre faceva kitesurf a Ladispoli. Un ammiraglio dell’Aeronautica condannato a risarcirlo per 2mila euro.
A cura di Francesco Esposito
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Immagine di repertorio
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Stava facendo kitesurf sulle onde del mare di Ladispoli quando è stato risucchiato dalle pale di un elicottero militare impegnato in un'esercitazione Nato e scaraventato sulla spiaggia di Torre Flavia con un volo di dieci metri. Per quanto è accaduto ad Alessandro Ognibene quel 3 ottobre del 2018, oggi, dopo più di sette anni, sono arrivate le prime condanne del Giudice di pace penale: un'ammiraglio dell'Aeronautica Militare dovrà risarcire la vittima di lesioni colpose per 2mila euro.

L'ammiraglio "ometteva di adottare le cautele necessarie"

Gli altri indagati (erano in dieci a bordo dell'elicottero) hanno già risarcito Ognibene e i il reato è stato prescritto, ma l'ammiraglio ha rinunciato alla prescrizione provando a difendersi in tribunale. Qui la giudice Mannarà ha accolto la richiesta della procura e ha emesso una sentenza di condanna perché, "in qualità di direttore dell'esercitazione "Notte scura 2018", ometteva di adottare la cautele necessarie a garantire la sicurezza dell'attività e l'eliminazione di situazioni di pericolo a cose o persone". Nello specifico, ha proseguito la giudice, "ometteva di richiedere una interdizione del litorale e dello specchio acqueo nonostante l'esercitazione prevedesse una intensa attività di volo a bassa quota, contribuendo così casualmente alla verificazione dell'evento". Il sindaco di Ladispoli non aveva disposto il divieto di accesso, dato che non avrebbe mai ricevuto comunicazione dell'esercitazione.

Il vento a una velocità di 8-10 nodi

Per tutto il processo, i legali della Marina Militare hanno sostenuto che Ongibene non sarebbe stato risucchiato dal bipala, ma sarebbe stato sbalzato via dal forte vento, che lo ha fatto alzare e poi precipitare fino a provocargli gravi ferite per oltre 90 giorni di prognosi. Come ricostruito dagli inquirenti, però, quel giorno il vento spirava con una forza "al massimo di 8-10 nodi, assolutamente insufficiente a sbalzare l’uomo".

Ma la ricostruzione dei giudici hanno confermato quella dell'uomo e di altri testimoni. Ognibene, "aveva alzato la vela del kitesurf e aveva completato la vestizione nell’imbracatura alla quale si assicurano i cavi che tengono la vela", recita una delle sentenze del processo. Quando ecco che "sopraggiungevano in volo alcuni elicotteri militari, in forza all’Aeronautica Militare e al Ministero della Difesa, i quali procedevano a bassissima quota".

Sulla spiaggia di Torre Flavia l'elicottero è passato nelle immediate vicinanze della spiaggia "a una quota di 152 metri". Una distanza minima per un mezzo potente come quello. "Il surfista veniva proiettato con violenza verso l’alto – continua la sentenza della giudice Mannarà -, trascinato dall’ala del kitesurf a cui era agganciato, per poi precipitare a terra, privo di conoscenza con un impeto tale da provocargli gravi lesioni personali".

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