Esplosione nel B&B di Monteverde, in quattro a processo per la morte del turista Grant Paterson
Quattro persone dovranno affrontare un processo per l'esplosione del bed and breakfast del quartiere Monteverde di Roma del 23 marzo dell'anno scorso in cui rimase ferito il turista scozzese 54enne Grant Paterson, morto una settimana dopo per la gravità delle ustioni che ricoprivano circa il 75 per cento del suo corpo. A sedere sul banco degli imputati saranno il gestore della struttura ricettiva, il proprietario, l'installatore e un architetto che aveva seguito alcuni lavori. I reati contestati dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, che ha condotto le indagini, sono di disastro e omicidio colposo.
L'esplosione della palazzina di Monteverde
La palazzina di due piani, fra via Vitellia e via Pietro Foà, in cui aveva sede il b&b era saltata in aria a causa di una fuga di gas alle 8.30 circa di domenica 23 marzo 2025. Lo stabile faceva parte delle ex scuderie di Villa Pamphili trasformate in abitazioni. Il boato è stato avvertito in tutto il quartiere. Paterson, che era arrivato nella Capitale una settimana prima, era stato estratto dalle macerie dai vigili del fuoco intervenuti sul posto.
Vivo ma in condizioni difficili, è stato portato d'urgenza al reparto Grandi Ustioni dell'ospedale Sant'Eugenio. Qui è stato sottoposto a una serie di delicatissime operazioni per le ustioni di terzo grado che ricoprivano il 75 per cento del corpo, ma anche per la rimozione di detriti da sindrome da schiacciamento a per l'impianto di organi da un donatore. Il 54enne non ha mai ripreso coscienza e, dopo giorni trascorsi in prognosi riservata, è deceduto.
Chi era Grant Peterson, il turista scozzese morto nell'esplosione
Peterson aveva documentato il suo viaggio a Roma condividendo molte foto sul suo profilo personale su Facebook. "Arrivato a Roma, treni aerei, autobus e piedi… e… L'alloggio è bello. Le loro foto, come le mie, non rendono giustizia", aveva scritto il 17 marzo, subito dopo essere entrato nel b&b che qualche settimana prima è stato abitato da Roberto Saviano.
Nel pomeriggio del 22 del crollo aveva pubblicato l'ultima fotografia, mentre qualche giorno fa aveva accompagnato il contenuto social con una battuta: "Questa dovrebbe essere una buona settimana, se non vengo ucciso in qualche modo…", aveva scritto. Fra le altre cose che aveva immortalato e condiviso con i propri amici c'erano l'osteria di Monteverde dove era andato a cena, una foto con il Pantheon, con il cupolone di San Pietro, con il Colosseo ai Fori Imperiali. Fino all'ultima foto davanti alla fontana di Trevi.