Il comandante della Polizia Locale di Roma Capitale Stefano Napoli ha rassegnato le dimissioni. La lettera di tre pagine con la quale ha chiesto di essere rimosso dal suo incarico è stata consegnata questa notte alla sindaca Virginia Raggi. "Ho dovuto costatare la mortificante assenza del benché minimo cenno di vicinanza alla mia persona e al mio ruolo", le parole di Napoli, molto critico nei confronti della prima cittadina. Il riferimento è palese: l'(ex) capo dei vigili urbani di Roma non ha gradito la mancata solidarietà della sindaca dopo la messa in onda dell'inchiesta su Report. Dove, in un servizio a firma di Daniele Autieri, sono stati evidenziati casi di corruzione all'interno di uno dei corpi di polizia municipale più grandi d'Europa.

"Raggi sapeva tutto"

Raggi sapeva, dice Napoli. "L'amministrazione capitolina conosceva nel dettaglio, per esserne stata protagonista diretta ovvero per esserne stata messa a parte dai propri dipendenti", ciò che è venuto alla luce con Report. Questa una parte della lettera, che la Repubblica ha potuto leggere in esclusiva, scritta dal capo della Polizia Locale dopo una settimana di tensioni con la sindaca. Che, interpellata da RaiNews24, ha commentato: "È evidente che ci sono tante prese di posizione che suscitano altrettante reazioni. Bisogna essere fermi sulle proprie posizioni e andare avanti. Per cui andremo avanti anche in questo caso". All'indomani della trasmissione, aveva ordinato a Napoli la rotazione dei vigili che lavorano nel centro storico di Roma, in particolare di quelli che si occupano di controlli su commercio e ambulantato, edilizia e cinema. "Le colpe di alcune mele marce non devono però cadere sulle spalle di chi lavora ogni giorno onestamente", aveva commentato la sindaca, ribadendo che quei fatti sarebbero avvenuti dieci anni prima e non sotto la sua consiliatura.

La puntata di Report del 23 novembre

Il servizio di Report è andato in onda la sera del 23 novembre. La puntata ha messo in luce episodi di corruzione, conflitti di interesse e abuso di potere all'interno dei Vigili Urbani di Roma. Tra questi, agevolazioni per lavorare sui set cinematografici date a società gestite dai figli di un comandante della Polizia Municipale e i controlli con preavviso ad alcuni dei locali di Roma. Ma anche la velocizzazione di pratiche per politici e imprenditori, e il comportamento anomalo di alcuni vigili in seguito al sequestro di locali in mano alla criminalità organizzata.

La nomina di Napoli a luglio

Stefano Napoli era diventato capo della Polizia Municipale di Roma a luglio. Napoli aveva preso il posto di Antonio Di Maggio con una nomina ad interim che sarebbe dovuta durare fino alla fine dell'anno: ed era stato proprio il comandante Di Maggio ad avallare il suo incarico. Napoli infatti era suo uomo di fiducia da tempo, in prima linea nei settori più delicati in termini di sicurezza e ordine pubblico, ovvero il Gssu (Sicurezza sociale e urbana) e lo Spe (Sicurezza pubblico emergenziale). Una nomina di continuità quindi nel solco tracciato da Di Maggio, che è andato in pensione dopo anni alla guida del corpo.