Cavalli in fuga sulla Colombo, indagine sui vigili che hanno acceso i petardi: esclusi dalla parata

Arriverà oggi in procura l'informativa compilata dai carabinieri della compagnia Roma Centro, che conducono le indagini in collaborazione con la polizia locale sulla vicenda dei 35 cavalli cavalli fuggiti sulla via Cristoforo Colombo, la sera dello scorso venerdì 29 maggio. Già nelle ore immediatamente successive alla ricezione, potrebbe essere iscritto nel registro degli indagati il vigile urbano che ha confessato di aver acceso la miccia della batteria di fuochi d'artificio che ha scatenato il panico fra gli animali in procinto di sfilare per la prova generale della parata del 2 giugno.
Le possibili accuse di lesioni colpose oltre l'illecito amministrativo
La fuga ha provocato quattro feriti, una poliziotta e tre militari dell’esercito, due dei quali tuttora ricoverati in ospedale con gravi lesioni. Anche 15 cavalli sono rimasti contusi. Al vaglio degli inquirenti ci sono anche diversi video pubblicati sui social: quelli della corsa sfrenata dei cavalli sull'arteria stradale capitolina e quelli che inquadrano l’accensione della batteria e la detonazione dei fuochi. Per il vigile potrebbe configurarsi l’accusa di esplosioni pericolose non autorizzate in un luogo pubblico, un illecito amministrativo, ma in base alle prognosi delle due ferite, anche quella di lesioni colpose aggravate. Non è escluso nemmeno il concorso per i tre colleghi presenti al momento dell'accensione della miccia, per non aver fermato il collega.
L'indagine parallela voluta dal Comando dei vigili urbani
Le indagini dovranno chiarire le responsabilità di ciascuno. Responsabilità che sono già al vaglio del Comando generale dei vigili urbani, come ha annunciato dallo stesso comandante Mario De Sclavis: un’indagine interna che corre parallela a quella che aprirà la procura sulla base dei riscontri raccolti dai carabinieri. Internamente sono stati sentiti già 10 agenti. Non solo i membri della polizia locale sono stati ascoltati, ma anche altri partecipanti alle prove e militari che in quel momento si trovavano nell'area delle Terme di Caracalla. Nei prossimi giorni verranno ascoltati i funzionari presenti sul posto venerdì.
Fuori dalla parata chi ha acceso la miccia dei fuochi e altri colleghi
L'agente della locale che ha dato fuoco alle polveri è nel corpo dal 2025, un istruttore distaccato al Gruppo pronto intervento traffico: il reparto dei motociclisti. Quella sera avrebbe avuto compiti logistici, come la guida di un furgone per il trasporto dei materiali utilizzati dai plotoni della municipale durante la parata del 2 giugno ai Fori Imperiali. Ma dopo i fatti dell'altra notte, il Comando generale ha deciso di sostituire lui e alcuni suoi colleghi sospettati di aver partecipato all'azione a vario titolo: chi avrebbe autorizzato l'uso di petardi, chi avrebbe comprato le due batterie, una esplosa e l'altra no, e chi avrebbe semplicemente incitato l'uomo a far partire la festa. Resta al momento sconosciuta la provenienza degli ordigni, sequestrati entrambi dai carabinieri.