Crollo agli ex Mercati Generali di Roma, il comitato denuncia il Campidoglio: “Danno erariale in corso”

Il Comune di Roma è stato denunciato alla magistratura dopo il crollo del tetto del padiglione ittico degli ex Mercati Generali di via Ostiense a fine aprile. A presentare l'esposto è stato il Comitato civico per la tutela dell'area degli ex Mercati Generali, come annunciato in un comunicato. Nella giornata di oggi gli attivisti sono anche entrati nell'area cantierizzata e hanno affisso uno striscione lungo quindici metri con la scritta ‘Danno erariale in corso'. "Di chi è la colpa dell’incuria che ha causato il crollo? Chi pagherà per i restauri ora più gravosi? O si procederà a considerare questo bene pubblico, questo “gioiello”, ormai non più recuperabile aumentando le cubature delle nuove edificazioni private?", si chiede il comitato, che si batte contro la concessione dell'area alla società immobiliare statunitense Hines.
"Chi pagherà i restauri per il crollo?"
Il crollo sarebbe stato provocato dalle copiose piogge di fine aprile "rendendo pericolante l’intero edificio, il più bello e super tutelato", si legge nel comunicato. I risultati di eventuali verifiche sulla stabilità dell'immobile dovranno ancora essere resi pubblici. Intanto gli attivisti del comitato si chiedono "di chi è la colpa dell’incuria che ha causato il crollo? Chi pagherà per i restauri ora più gravosi? O si procederà a considerare questo bene pubblico, questo ‘gioiello', ormai non più recuperabile aumentando le cubature delle nuove edificazioni private?".
"Il Comitato civico per la tutela dell’area degli ex Mercati generali, che si batte per la revoca della convenzione con Hines (tramite la Società Centro Ostiense Srl di cui ha rilevato le quote) considerando il tutto una svendita ai privati di un bene pubblico (la convenzione prevede oneri urbanistici irrisori, pari a 165 mila euro l’anno per sessant’anni a fronte di un guadagno previsto per Hines di 32 milioni l’anno) oggi ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale penale di Roma per danno erariale", continua il comunicato.
"Roma Capitale difende solo. investitori privati"
Già il 10 aprile era stata presentata una diffida a Roma Capitale, "ma evidentemente finora il Campidoglio ha preferito continuare a tutelare gli investitori privati, anche se inadempienti nella tutela e nella conservazione del bene pubblico a loro affidato". Il progetto, aggiunge il comitato, è "attrattivo, utilizzando una parola che tanto piace ripetere agli assessori capitolini, ma solo per capitali finanziari internazionali alla ricerca di alti rendimenti speculativi e che, al suo compimento, trasformerà un’area pubblica al centro di Roma in un villaggio ad utilizzo esclusivo di una clientela internazionale, con un impatto invece molto negativo per la comunità e il benessere dei residenti".
"Gli edifici libery tutelati dalla Soprintendenza"
"Oltre il muro di recinzione, oltre gli edifici restaurati nei primi anni Duemila che si vedono su via Ostiense, il resto del complesso degli ex Mercati Generali è stato lasciato all’abbandono per più di vent’anni", scrive il comitato. L'area di otto ettari contiene vari edifici in stile liberty vincolati come beni culturali dalla Soprintendenza. "In particolare i padiglioni del mercato del pesce e dell’adiacente mercato delle uova e del pollame sono stati definiti ‘gioielli' persino dalla multinazionale texana Hines che, in base alla convenzione stipulata dal Comune di Roma per i prossimi sessant’anni, dovrebbe costruire sull’area uno studentato di lusso da duemila posti letto a prezzi stellari", continua il comunicato.
Proprio su questi edifici liberty si concentra l'attenzione degli attivisti del comitato. "Sono tutelati e non si possono abbattere, devono essere restaurati se non tutti almeno quelli vincolati. E i restauri resi ancora più costosi dalla presenza di un bacino d’acqua – quello del fiume Almone – che lambisce le fondamenta e che ha invaso un’area più vasta da quando, nel gennaio scorso, il Comune di Roma ha autorizzato lo sfalcio dei pioppi e dei larici che erano cresciuti attorno ai laghetti dove andavano a nidificare uccelli e rospi smeraldini".