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A Monterotondo si abbattono alberi per un parcheggio a pagamento privato, i comitati: “Danno ambientale irreversibile”

Al posto degli alberi parcheggi a pagamento gestiti da privati: “In 21 anni previsto il ricavo di 30 milioni”. La smentita del Comune: “Parere degli esperti favorevole e documenti in regola”.
A cura di Luca Teolato
Piazza della Libertà a Monterotondo oggi.
Piazza della Libertà a Monterotondo oggi.

A Monterotondo, vicino Roma, vogliono costruire un parcheggio interrato in una piazza in pieno centro storico, abbattendo 24 alberi ad alto fusto, ma la popolazione, associazioni e comitati si è subito mobilitata per opporsi ad un progetto che viene definito un vero e proprio scempio, peraltro sbilanciato a favore dell’azienda privata che lo dovrebbe costruire. Oltre alle proteste di piazza, e alla raccolta di migliaia di firme in pochi giorni, si è passati anche alle carte bollate. Italia Nostra e l’associazione Centro Storico in Movimento hanno presentato una diffida al Comune per "gravi ed evidenti carenze nella documentazione necessaria per l’atto autorizzativo, soprattutto riguardanti il parere paesaggistico e la relazione idrogeologica".

"La Soprintendenza già nel 2020 – replica il sindaco Riccardo Varone – aveva espresso un giudizio sostanzialmente favorevole all'intervento. Per gli aspetti paesaggistici e archeologici il parere favorevole era subordinato ad una serie di prescrizioni tutte recepite".

Parcheggio a Monterotondo: un favore al privato?

Il parcheggio verrà realizzato tramite la formula del project financing. Un Rti, raggruppamento temporaneo di imprese, ha ottenuto la concessione dal Comune e sottoscritto un contratto con il quale si impegna a costruire il parcheggio interrato da 160 posti auto. L’opera quindi non verrà realizzata direttamente con fondi pubblici e in cambio il privato "ottiene la gestione, per 21 anni, e la rimodulazione di tutta la sosta a pagamento, le strisce blu, dell'intero territorio comunale, fino a 1500 stalli al momento non esistenti", spiega Gianluca Pirozzi, presidente dell’associazione Centro Storico in Movimento. “"Inizialmente – prosegue – il costo originario dell’operazione per il Rti era di circa 4,7 milioni ed erano previsti come contropartita 1000 stalli, strisce blu, da gestire da parte del privato, multe incluse, con un ricavo previsto, nei 21 anni di gestione, di circa 30 milioni". Ora però il costo è lievitato.

"Risulta incrementato di circa il 105%, siamo arrivati a poco meno di 10 milioni di euro e le strisce blu che il privato gestirà per 21 anni sono diventate 1500 e nel tempo le tariffe passeranno da 0,50 centesimi all’ora a 2 euro l’ora", spiega Pirozzi. Un bel guadagno quello previsto per il privato, beneficiario anche di 8 euro ogni multa elevata per il mancato pagamento del parcheggio. "Gli incassi derivanti dalle contravvenzioni al Codice della Strada verranno riscossi integralmente dal Comune di Monterotondo, che riconoscerà al Concessionario una quota pari a euro 8,00, al netto dell’Iva, per ciascuna sanzione incassata dall'Amministrazione", si legge nel contratto stipulato tra Comune e Rti.

E in futuro ci sarà un ulteriore beneficio per il privato visto che "le parti – prosegue il contratto – con il presente atto, stabiliscono che ogni aumento delle sanzioni, previsto dalla normativa vigente, comporti automaticamente un aumento per la quota riconosciuta al concessionario, ai sensi del comma precedente, di euro 1,00". Un bell’affare per il privato che, nonostante l’opera non sia ancora neanche iniziata, sono già tre anni e mezzo che gestisce centinaia di parcheggi a pagamento con tutti i benefici del caso.

"Fino alla notifica della comunicazione da parte del concessionario – recita il contratto – della fine dei lavori oggetto della concessione, i posti affidati a quest’ultimo in gestione saranno circa trecento". Insomma, il raggruppamento temporaneo di imprese non ha fatto neanche un buco col trapano ma sono già tre anni e mezzo che prende soldi dai parcheggi a pagamento del Comune e dalle relative contravvenzioni. Nella convenzione tra Comune e azienda c’è anche l’impegno a non mettere parcheggi gratuiti nell’arco di 1 km e mezzo dal parcheggio interrato.

"Allo stato attuale – spiega il sindaco – la società gestisce 330 stalli, arriverà a gestirne circa 1200 alla conclusione dell’intervento e della completa riqualificazione, a costo zero per il Comune, di altri due parcheggi già esistenti. L’aumento del costo tariffario è progressivo e legato al piano finanziario. Solo al diciannovesimo anno si arriverà ad una tariffa di 2 euro per i parcheggi a raso, per quelli in struttura, come il parcheggio in questione, sarà di 1,70 euro".

Diffidato il Comune di Monterotondo: l'esposto all’Anac

Italia Nostra e Centro Storico in Movimento hanno presentato una diffida al Comune di Monterotondo visto che "hanno depositato osservazioni e memorie nel corso della Conferenza di Servizi" e, anche in relazione alle risposte fornite dall’amministrazione, si sono evidenziate "gravi ed evidenti carenze nella documentazione necessaria per l’atto autorizzativo, soprattutto riguardanti il parere paesaggistico e la relazione idrogeologica", si legge nel documento spedito in Comune.

Inoltre "l’abbattimento delle alberature esistenti determinerebbe un danno ambientale e paesaggistico grave, attuale e irreversibile". Le associazioni inoltre hanno segnalato numerose criticità del progetto all’Anac, tra cui: il terreno di scavo contaminato, la sottostima degli oneri di smaltimento, presunte opacità del prezzario di riferimento dei lavori, l’assenza di coperture per rischio idrogeologico e archeologico, l’aumento dei costi dell'operazione dagli iniziali 5 milioni di Euro (2019) agli attuali 10 milioni circa e l’assenza del Pef, Piano Economico Finanziario, aggiornato ai nuovi costi.

"I materiali escavati verranno gestiti secondo un piano di utilizzo o conferiti in impianti autorizzati secondo le procedure dell’Arpa – ribatte il sindaco – garantendo la totale tutela della salute pubblica e dell'ambiente. Riguardo la presunta sottostima degli oneri di trasporto e smaltimento i project financing trasferiscono in ogni caso il rischio di costruzione e gestione in capo al concessionario privato, tutelando il bilancio comunale da extracosti imprevisti. Sul prezziario dei lavori non vi è alcuna opacità e ci sono tutte le coperture necessarie per eventuale rischio idrogeologico o archeologico".

Le associazioni hanno annunciato che, se il Comune non garantirà il riesame delle carenze istruttorie segnalate e l’annullamento della procedura, si rivolgeranno alla giustizia amministrativa e civile, e presenteranno un esposto per danno erariale e ambientale alla Corte dei Conti.

Le associazioni: "Perso il 77% del valore ecosistemico dell'area"

Oltre a presunte anomalie procedurali, denunciate dalle associazioni e ad un progetto che sembra decisamente sbilanciato a favore del privato, c’è anche un problema ambientale non indifferente. Mentre le linee guida europee del Green Deal impongono alle città di aumentare la forestazione urbana, per contrastare le isole di calore, questo progetto rischia di cancellare una delle aree verdi più importanti del centro storico.

"L'abbattimento o l’espianto dei 24 alberi ad alto fusto – spiega Carlo Boldrighini presidente della sezione Aniene di Italia Nostra – comporterebbe la perdita immediata del 77% del valore ecosistemico dell’area. Le soluzioni alternative avanzate di recente dalla Rti, come la piantumazione in vasche fuori terra su solaio in cemento, ridurrebbero gli alberi a semplici ‘bonsai', privi della loro reale funzione ecologica. Sulla questione si era espressa anche la Sabap, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, evidenziando forti perplessità sul contrasto dell'opera con l'identità del luogo".

"Il progetto – prosegue il sindaco – non prevede l’abbattimento degli alberi e quelli che, in ragione di stringenti esigenze strutturali, non potranno essere conservati nella loro collocazione attuale saranno espiantati e reimpiantati nella stessa nuova piazza o in altre aree verdi della città. La società che realizza il project financing si assume totalmente gli oneri economici di queste operazioni e gli agronomi di cui si avvale attestano nel 90% le probabilità di perfetto reimpianto e vivibilità di quegli alberi".

Cittadini e associazioni per tutti i motivi elencati sono preoccupati, anche perché una delle due aziende che compone il raggruppamento temporaneo di imprese che dovrà costruire e gestire il parcheggio e i 1500 stalli, la capogruppo AJ Mobilità srl che gestirà l’80% dei servizi, ha contenziosi in corso per presunte irregolarità e per la gestione di parcheggi pubblici a pagamento con altri comuni in Italia.

“Riguardo non meglio precisati contenziosi in corso per presunte irregolarità, questa amministrazione non è titolata ad esprimersi a riguardo”, conclude il sindaco Varone.

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