Vaccini Pfizer contro il Covid per forze dell'ordine, docenti e personale scolastico under 60. È l'ipotesi messa in campo per sopperire alle raccomandazioni di Ema su Astrazeneca, che ne consiglia la somministrazione a chi ha più di sessant'anni, e far far fede alle prenotazioni già effettuate e alle persone in lista d'attesa per le dosi nel Lazio. A comunicarle le nuove indicazioni il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, in un vertice tra Governo e regioni. L'intervento sulla campagna vaccinale per le persone con età inferiore ai sessant'anni riguarderà le categorie professionali prioritarie, i cui membri appartenenti hanno già in parte ricevuto il vaccino ossia appunto forze dell'ordine e professori, mentre il personale medico, infermieri e lavoratori delle strutture per anziani hanno già ricevuto per primi Pfizer. L'ipotesi, è che Astrazeneca venga sostituito, almeno in parte, da quest'ultimo, con un aumento delle dosi previsto, si spera, nel corso del mese di aprile.

Seconde dosi Astrazeneca a rischio

Oltre alle raccomandazioni sulla somministrazione, sono 15mila secondo l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato le dosi Astrazeneca attese in settimana, a fronte delle 122 attese nel Lazio. Numeri che costringono il sistema sanitario a ripensare la pianificazione degli appuntamenti programmati nelle prossime settimane. Tra le ipotesi per chi ha ricevuto la prima inoculazione Astrazeneca, qualora non bastassero, c'è quella di somministrare la seconda dose Pfizer o Johnson & Johnson. Per chi ha un'età inferiore ai 60 anni e ha ricevuto la prima dose di Astrazeneca, può comunque ricevere la seconda, come riporta la circolare del Ministero della Salute, completando il ciclo di vaccinazione.

Zingaretti: "Rischio di spostare decine di migliaia di appuntamenti"

"Siamo su una media 26-27mila inoculazioni al giorno, ma se ci fossero i vaccini già oggi ne potremmo fare il doppio e arrivare in tempi brevi a 60mila, pari a 1,8 milioni di dosi al mese – così il presidente della Regione Nicola Zingaretti in un'intervista a La Repubblica sull'andamento della campagna vaccinale nel Lazio – Se i vaccini non arrivano dovremo spostare gli appuntamenti e non è facile: parliamo di decine di migliaia di persone. Lavoriamo per evitarlo". E sul raggiungimento dell'immunità di gregge entro l'estate spiega dichiara: "Se arrivano le dosi  sarebbe possibile, questo è l'obiettivo che ci siamo prefissati, ma purtroppo non dipende da noi".