Claudio Mantua ucciso a coltellate a Castro dei Volsci: disposta l’autopsia e esami sul telefoni
Continuano le indagini sull'omicidio di Claudio Mantua, l'uomo ucciso davanti al bar della stazione prima di iniziare il turno di lavoro. Secondo le prime ipotesi il movente dell'omicidio sarebbe da ricercare nella mancata sostituzione degli pneumatici dell'automobile: ad ucciderlo sarebbe stato, infatti, il gommista Antonio Perfili, che oggi si trova nel carcere di Frosinone. Gli inquirenti, però, stanno continuando a lavorare per cercare di ricostruire con esattezza quanto è accaduto in quella tragica serata di sabato scorso 31 ottobre 2026.
L'inchiesta ancora aperta: disposte autopsia e analisi sui telefoni
Per cercare di chiarire il movente con certezza e comprendere ciò che ha portato l'uomo a compiere il delitto, venerdì prossimo la titolare delle indagini preliminari conferirà due diversi incarichi. Da una parte l'autopsia sul corpo di Mantua e, dall'altra, le analisi sui dispositivi elettronici in uso a Mantua e a Perfili. L'auspicio è che si possa ricostruire, grazie a questi ultimi esami, il legame che univa i due e lo svilupparsi delle ultime ore che ha portato alla lite, le ultime chiamate intercorse e, eventualmente, anche il contenuto dei messaggi.
Soltanto con l'autopsia, invece, sarà possibili riuscire a comprendere il numero esatto delle coltellate inferte al torace e all'addome dell'uomo, che per ora sarebbero cinque e ad individuare quelle che poi si sono rivelate fatali.
Gli accertamenti sul caso
Secondo quanto ricostruito finora a colpire Mantua sarebbe stato Perfili. Secondo quanto spiegato da quest'ultimo agli inquirenti, si sarebbe difeso mentre il primo stava cercando di aggredirlo. Difficile dire come sia andate realmente: sul caso dovranno esporsi le persone che erano presenti. Le testimonianze raccolte, infine, saranno confrontate con le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza.