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Cavalletti, arresti domiciliari per tre amministratrici: furto di energia elettrica per più di 550mila euro

La misura cautelare arriva dopo l’arresto di aprile. Le indagini erano partite dalla scoperta di allacci abusivi e contatori manomessi per oltre 550mila euro di danni in alcuni punti vendita Cavalletti.
L’esterno di un punto vendita Cavalletti (Foto da Tripadvisor)
L’esterno di un punto vendita Cavalletti (Foto da Tripadvisor)

Dopo l'arresto in flagranza dello scorso 16 aprile, adesso arrivano i domiciliari per Rita Delle Fave, Cristina Gigli e Brunella Desideri, amministratrici di alcune negozi del gruppo Cavalletti. Le tre sono gravemente indiziate, a vario titolo, di furto di energia elettrica, scoperto quando le forze dell'ordine, insieme ai tecnici di Areti, erano entrate nei punti vendita della catena di pasticcerie di Roma e avevano trovato allacci abusivi e contatori manomessi per un danno complessivo di oltre 550mila euro.

Arresti domiciliari per tre amministratrici del gruppo Cavalletti

A notificare le ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari sono stati i carabinieri della compagnia Roma Parioli e del 5° Nucleo Operativo Metropolitano della guardia di finanza. Il provvedimento arriva a seguito di varie e diversificate indagini della procura di Roma, dipartimento criminalità diffusa e grave, sulla gestione delle attività riconducibili a una holding titolare dello storico marchio Cavalletti, famoso in tutta la Capitale e anche oltre per la torta millefoglie. Del gruppo fanno parte anche le catene di salumerie Ricci e di panetterie Buono come il Pane.

Brunella Desideri è amministratrice di vari punti vendita Ricci, mentre Rita Delle Fave e Cristina Gigli sono rispettivamente sorella e compagna di Christian Delle Fave, l'uomo che nel 2021 ha rilevato Cavalletti e costruito la società su cui sta indagando anche l'antimafia. A destare sospetti negli investigatori sono: la velocità con cui, a partire dal 2021, l’imprenditore ha avviato quindici punti vendita dopo aver rilevato i marchi Cavalletti e Ricci e eventuali legami con il boss del narcotraffico Guerino Primavera, che più volte, secondo quanto raccolto dagli inquirenti, ha incontrato suoi complici e soci in negozi del gruppo.

Le indagini su Cavalletti dal furto di energia al riciclaggio

Prima di questo, però, ci sono le indagini scaturite da due blitz delle forze dell'ordine: il primo intervento risale al 30 marzo nella pasticceria di viale Parioli, il secondo una settimana dopo. In quelle due occasioni, insieme ai tecnici di Areti e Acea, sono stati scoperti un allaccio abusivo alla rete elettrica e la manomissione del contatore dell’acqua. Le verifiche si sono poi estese ad altri punti vendita di Roma.

Irregolarità sono emerse anche nella conservazione degli alimenti e nella gestione del personale. Molti ex dipendenti hanno, infatti, parlato di stipendi non pagati per migliaia di euro, contributi non versati e infortuni sul lavoro non segnalati. Inoltre, avvocati del lavoro, ex fornitori o locatari – come l'assessore capitolino Alessandro Onorato – hanno denunciato come fosse usanza dei Delle Fave aprire e chiudere più società a stretto giro. Magari svuotandone una, facendola fallire e poi spostare tutte le proprietà su un'altra. Questo per rendere complicato citare in giudizio o ottenere la restituzione di stipendi e commesse arretrate.

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