"Hanno mandato una lettera a mio padre di 82 anni, invalido al 100%, con la richiesta di 1708 euro a fondo perduto. Per una casa intorno ai 50 metri quadri, Ater vuole oltre 42mila euro, e li chiede a una persona che da 55 anni paga regolarmente l'affitto. Non considerano ciò che è stato pagato fino a oggi, né la metratura, né la struttura fatiscente". A parlare ai microfoni di Fanpage.it è Eliana, una donna che abita nel quartiere romano di San Basilio. Ater ha messo in vendita 7600 alloggi popolari: chi non potrà acquistare la casa, sarà trasferito. Parliamo di persone con un'età anche superiore agli ottant'anni, che dovrebbero chiedere un mutuo per acquistare una casa di cui pagano l'affitto da anni. Nei quartieri dove sta accadendo, c'è molto malcontento. Fanpage.it è andato nel quartiere di San Basilio per parlare con gli abitanti delle case popolari e raccogliere le loro testimonianze: i loro racconti sono amari, scoraggiati e soprattutto fatti da chi sta percependo di aver subito un'ingiustizia.

Asia/Usb: "Obiettivo di Ater, risanare i suoi debiti"

"Abitiamo in una città che continua a espandersi, che ha 200mila appartamenti vuoti, una città in cui migliaia di persone sono in emergenza abitativa e non trovano casa – spiega a Fanpage.it Michelangelo Giglio del sindacato Asia/Usb – Riteniamo che quello che sta facendo Ater sia una cosa ingiusta. Se tu non puoi compare la casa popolare vieni praticamente deportato. Questo è un quartiere in cui molte persone abitano dalla fine della seconda guerra mondiale, e ora a 90 anni si vedono recapitare una lettera per cui un domani dovrebbero chiedere un mutuo alle banche". Uno dei problemi rilevati da Giglio, ma soprattutto dalle persone che abitano nelle case popolari di San Basilio, è la fatiscenza delle stesse. "Abbiamo fatto tutto da soli: persiane, riparazioni, ecc…", spiegano i residenti. "Per me – conclude Giglio – l'obiettivo di Ater è quello di risanare i suoi debiti".

Servizio di Daniele Napolitano