Carlomagno disperato per la morte dei genitori: “Voleva suicidarsi, ma non è pentito di aver ucciso la moglie”

È disperato, dopo aver saputo del suicidio dei suoi genitori, Claudio Carlomagno, rinchiuso nel carcere di Civitavecchia dopo aver confessato femminicidio dell'ex moglie Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma. Tanto disperato da aver manifestato l'intenzione di togliersi la vita. A riportarlo è l'agenzia di stampa LaPresse citando fonti penitenziarie.
"Voglio uccidermi ma non ho il coraggio", sarebbero le parole che ripete in continuazione da quando ha appreso del doppio suicidio di sua madre, Maria Messenio, e suo padre, Pasquale Carlomagno. Al momento è ristretto in una cella priva di suppellettili, gli hanno fatto indossare slip di carta e gli è stata data solo una coperta per il freddo. Questo è quanto previsto dai protocolli carcerari in caso di rischio autolesionistico. Inoltre, è stata intensificata la misura della sorveglianza a vista.
Nonostante lo stato di disperazione, le stesse fonti raccontano che l’uomo non manifesterebbe alcun pentimento per aver ucciso l'ex moglie lo scorso 9 gennaio. Carlomagno, che ha confessato di aver accoltellato la moglie e di aver poi occultato il cadavere, avrebbe anche chiesto di poter vedere il figlio di dieci anni, ora affidato ai nonni materni.
Il doppio suicidio dopo il femminicidio di Federica Torzullo
La notizia del suicidio dei genitori di Carlomagno ha scosso ancora di più la comunità del paese sulle sponde del lago di Bracciano. "Quando ho saputo la notizia stavo per piangere. Io e Pasquale ci conoscevamo da quando eravamo ragazzi", ha raccontato a Fanpage.it Nicola, un conoscente della coppia. "Lavoravamo entrambi con i mezzi meccanici, in settori diversi. Era una persona mite, gentile. È stato tutto così inaspettato, sono ancora senza parole", ha aggiunto.
"Questa vicenda dimostra più che mai che anche i familiari di chi commette un reato così grave sono vittime", ha commentato in una nota l'avvocato Miroli, che assiste Claudio Carlomagno, "vittime di un crimine le cui conseguenze si estendono dolorosamente anche a chi non ne ha alcuna responsabilità, una catabasi, una discesa agli inferi che i signori Carlomagno non sono riusciti tragicamente a sopportare. Le ragioni dietro a questo terribile gesto sono state spiegate in una lettera al loro altro figlio, in merito alla quale occorre rispetto e privacy".
Il suicidio dei genitori di Claudio Carlomagno
La sera di sabato 24 gennaio 2026 l'altro figlio della coppia ha trovato un biglietto d'addio in casa sua a Roma e ha allertato la zia, già preoccupata perché non aveva sentito al telefono la sorella, come era solita quotidianamente. Carabinieri e 118 si sono precipitati nella villetta in cui viveva la coppia. Per Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, però, non c'è stato niente da fare. Non uscivano di casa da giorni e presto sarebbero stati convocati ancora una volta dagli inquirenti per essere riascoltati. In particolare il padre era stato ripreso per un breve lasso di tempo con il suo furgone davanti alla villetta del figlio nei minuti successivi al delitto.