Carburante allungato con l’acqua, blitz della Guardia di Finanza a Roma: controlli a tappeto nei distributori

Sono in corso dalle prime ore di questa mattina controlli a tappeto della Guardia di Finanza in diversi distributori di carburante della Capitale. Il blitz si è reso necessario dopo numerose segnalazioni all'Adnkronos di carburante "annacquato", soprattutto gasolio allungato con l'acqua o altre sostanze, che avrebbe provocato danni a moltissime vetture.
I controlli sono attualmente in corso e stanno interessando diversi distributori di carburante. Le verifiche, ha spiegato la marescialla delle fiamme gialle Chiara Pusceddu ad Adnkronos, niziano con il controllo della documentazione e della tracciabilità del carburante. Successivamente vengono effettuate le cosiddette "steccate": i finanzieri aprono le cisterne e immergono una stecca di ferro fino in fondo, verificando la quantità di carburante effettivamente presente. Alla stecca viene applicata una speciale pasta che permette di verificare l'eventuale presenza di acqua, oli o altri liquidi all'interno delle cisterne, per accertare se il carburante sia effettivamente puro o contaminato. Vengono prelevati dei campioni, che sono poi inviati all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in modo da analizzarlo e verificare se effettivamente sia stato contaminato.
Secondo quanto riportato, le segnalazioni di carburante adulterato sono aumentate in modo esponenziale negli ultimi mesi, soprattutto da quando i prezzi si sono impennati. Sono tantissime le persone che hanno dovuto portare l'auto dal meccanico per guasti causati da questo tipo di truffa e tutti hanno rilevato come all'origine dei problemi ci fosse proprio il prodotto acquistato al distributore.
Effettivamente, come anche verificato da fanpage.it, ci sono susseguite moltissime segnalazioni, soprattutto nelle ultime settimane sui social di persone che segnalavano distributori dove avevano fatto benzina o gasolio in seguito al quale avevano riportato grossi danni alla vettura quantificabili in centinaia di euro di riparazione. Un fenomeno che fino a pochi mesi fa sembrava limitato, ma che oggi sta raggiungendo dimensioni preoccupanti.
Come spiegato a Fanpage.it dalla maggiore Anna Maria Pallozzi, comandante del III Gruppo Tutela Entrate del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Roma, la maggior parte dei carichi di carburante adulterato proviene dall'Est Europa. "Alcuni distributori acquistano il prodotto e, solo a seguito dei controlli della Guardia di Finanza, scoprono che è miscelato o tagliato male – aveva spiegato -. Altri invece sono consapevoli e possono far parte dell’organizzazione. In questi casi gestiscono anche una doppia contabilità, perché formalmente tutto deve risultare a norma: acquisti regolari, giacenze coerenti, documentazione apparentemente corretta. Poi, con l’attività più incisiva sul posto, emerge che la documentazione è stata creata ad hoc o che il prodotto è stato miscelato direttamente nell’impianto stradale, oppure acquistato da fornitori esteri in contrabbando o in nero".