Prof accoltellata da studente 13enne: 4 persone nella videochiamata sull’aggressione, forse anche dalla Russia
Quattro persone sarebbero coinvolte nella vicenda della professoressa aggredita in una scuola media nel quartiere Centocelle a Roma venerdì scorso 18 settembre. Si tratta degli utenti con i quali lo studente tredicenne, che ha spruzzato lo spray al peproncino contro la docente di Lettere e l'ha accoltellata, era in videochiamata su Telegram durante l'aggressione. Utenti che si sarebbero collegati forse anche dalla Russia.
I carabinieri del Comando provinciale di Roma indagano per risalire alla loro identità e per capire se lo studente sia stato instigato a compiere la violenza. Sono due le informative inviate sul caso, alla Procura dei Minori e alla Procura ordinaria. I militari analizzano lo smartphone del giovane, che hanno sequestrato.
I carabinieri cercano di risalire all'identità di quattro persone
Gli investigatori lavorano per mettere insieme tutti i tasselli sull'aggressione della professoressa. Nella vicenda sarebbero coinvolte quattro persone, non è escluso che siano anche straniere, essendo trovato l'uso del cirillico. Secondo quanto ricostruito finora l'adolescente era con loro in videochiamata mentre con un casco in testa e il telefonino sopra, armato di coltello, è entrato in aula per poi aggredire la docente con tre fendenti, che fortunatamente non si sono rivelati gravi. A bloccarlo è stato un compagno, un giovane originario della Repubblica del Congo, scongiurando che la colpisse altre volte.
Sono anche in corso le verifiche per tentare di risalire a chi abbia pubblicato il video dell'aggressione nel web. Un filmato che è stato condiviso a circa un giorno di distanza dai fatti. L'ipotesi è che una delle persone che hanno participato alla videochiamata l'abbia registrata, per poi pubblicare il video in un secondo momento. Gli investigatori cercano di capire se ci sia stata istigazione.
Verifiche sullo smartphone dello studente tredicenne
Nel frattempo i carabinieri analizzano gli smartphone del tredicenne e di sua madre. Su quest'ultimo telefonino ci sarebbero le carte di credito con le quali sarebbero stati acquistati i due coltelli, con i quali il ragazzo è entrato a scuola e che i militari hanno sequestrato.