Femminicidio Ilaria Sula, l’ex fidanzato Mark Samson condannato all’ergastolo
Ergastolo è la condanna in primo grado che i giudici della terza Corte di Assise di Roma hanno stabilito nei confronti di Mark Samson per il femminicidio dell'ex fidanzata Ilaria Sula. La sentenza arriva oggi, martedì 27 ottobre, dopo ore di camera di consiglio, presieduto da Antonella Capri. La studentessa ventiduenne è stata uccisa con tre coltellate alla gola nell'appartamento in cui Samson viveva con la famiglia, in via Homs, nel quartiere Africano, il 25 marzo 2025. Il suo cadavere è stato ritrovato chiuso dentro una valigia in una scarpata, in un'area boschiva lungo la strada provinciale 45B tra Capranica Prenestina e Guadagnolo.
Per il ventiquattrenne reo confesso la Procura, con il magistrato titolare dell'inchiesta Giuseppe Cascini, aveva chiesto l'ergastolo con l'accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla relazione affettiva con la vittima, oltre che di occultamento di cadavere. Richiesta di pena che in primo grado è stata riconosciuta. Samson, oggi non era presente in Aula. Difeso dall'avvocato Paolo Foti, si trova nel carcere di Rebibbia a seguito del rinvio a giudizio e dall'inizio del processo, con la prima udienza che si è celebrata il 12 novembre 2025. Dopo il fermo e la convalida dell'arresto nell'aprile dello scorso anno, inizialmente è stato portato a Regina Coeli. I genitori di Ilaria Sula, Flamur e Gëzime, sono assistiti dall'avvocato Giuseppe Sforza.
Ilaria Sula aveva ventidue anni ed era originaria di Terni, in Umbria. Si era trasferita a Roma per studiare Scienze Statistiche all'Università La Sapienza e viveva in un appartamento con altre coinquiline nel quartiere San Lorenzo. Per l'omicidio di Ilaria Sula è già stata condannata la madre di Samson, Leonora Soleman Malapaz, per concorso in occultamento di cadavere aggravato dal nesso teleologico. I giudici l'hanno ritenuta responsabile di aver aiutato il figlio a disfarsi del corpo della giovane e a ripulire la casa dalle tracce di sangue; ha patteggiato una pena di due anni di reclusione.
Secondo la ricostruzione fatta dalla Procura, Samson, a seguito di una lite, ha afferrato un coltello da cucina e ha colpito alla gola Sula tre volte. Ha poi nascosto il cadavere all'interno di una valigia, portandolo fuori dall'appartamento e mettendolo nel bagagliaio dell'auto. Valigia che ha poi abbandonato nell'area boschiva in cui è stata ritrovata una settimana dopo il delitto. Samson, interrogato dagli investigatori, li ha infatti condotti nel punto in cui aveva portato il corpo dell'ex ed è stato arrestato.