Femminicidio Ilaria Sula a Roma

Femminicidio Ilaria Sula, chiesto l’ergastolo per Mark Samson: ha ucciso la 22enne a Roma nella sua stanza

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Ergastolo: questa la richiesta della procura di Roma per Mark Samson, il femminicida di Ilaria Sula uccisa a Roma la mattina del 26 marzo a Roma. I pm: “Presenti tutte le aggravanti”.

Il procuratore aggiunto di Roma Giuseppe Cascini ha chiesto l'ergastolo per Mark Samson, il 24enne che a marzo 2025 ha ucciso l'ex fidanzata Ilaria Sula. Samson, accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dall’occultamento del cadavere, è sotto processo nell'aula bunker del carcere di Rebibbia, dove è detenuto da oltre un anno. "Ci sono una serie di prove evidenti e la confessione. Sono contestate 3 aggravanti, ognuna delle quali impone la pena massima dell’ergastolo", ha detto il pm Cascini durante l'udienza a cui hanno partecipato anche i familiari della ragazza. "Il vero ergastolo ce lo abbiamo noi perché lui ancora vive perché mia figlia è un anno e passa che non apre gli occhi", ha detto Flamur Sula, il padre di Ilaria.

"Ci sono le aggravanti della premeditazione, della relazione affettiva e dei futili motivi"

Arrestato dopo il rinvenimento del corpo, Samson aveva confessato il femminicidio, avvenuto nella sua abitazione di via Homs nel quartiere Africano a Roma la mattina del 26 marzo. "Riteniamo che sussistano tutte e tre le aggravanti – ha aggiunto Cascini -: la relazione affettiva, la premeditazione dato che Samson ha convocato Ilaria in un’agguato, e i futili motivi. La gelosia non giustifica mai la soppressione di una persona".

La studentessa di Statistica alla Sapienza era scomparsa dall'abitazione che condivideva con le coinquiline la sera del 25 marzo, e da allora non si sono più avute sue notizie. La ragazza era andata proprio a casa dell'ex, ossessionato da lei, per dirle di lasciarla in pace. Ed è qui che il 24enne l'ha uccisa, colpendola con tre coltellate proprio nella sua stanza. "Questo ragazzo non ha avuto nessuna pietà. C’era tempo anche per fermarsi, forse l’ha guardata morire", ha detto Cascini nella sua accusa. "Ilaria è stata uccisa con una violenza inaudita e da lì si evince la premeditazione", ha aggiunto la collega Maria Perna, "la rabbia cieca di un uomo che non ha accettato che lei potesse stare con qualcun altro. Pugni inferti mentre era a terra e l’ha finita con quattro colpi mirati per tagliare i vasi e la giugulare".

All'interno dell'appartamento era presente anche la madre dell'imputato, Nors Man Lapaz: la donna ha detto di aver visto il corpo di Sula a terra senza vita, e di essersi spaventata per lo stato del figlio. Lo ha coperto e aiutato, pulendo la stanza e l'abitazione dalle tracce di sangue e aiutandolo a disfarsi del corpo, mantenendo il segreto. Nei giorni successivi, continuerà a dire al figlio di ‘non fidarsi di nessuno'.

"Samson ha continuato a mentire anche dopo il ritrovamento del corpo"

Mark Samson, da parte sua, ha fatto di tutto per depistare le indagini: ha mentito agli inquirenti, agli amici, ai genitori e al fratello di Ilaria Sula, ha mandato messaggi dal cellulare della ragazza fingendo di essere lei, ha chattato con le amiche. Un comportamento lucido e razionale, che ha mantenuto fino alla fine, sino a quando non è stato scoperto. "L’ha occultata dove avevano festeggiato il loro anniversario – spiega Perna -. La butta come un rifiuto. In 5 minuti abbandona il corpo e torna a casa. Freddezza e lucidità caratterizzano tutta la condotta di Samson prima, durante e dopo. Il 31 marzo va a ballare con gli amici dopo che ha scoperto che il 29 era stata fatta la denuncia di scomparsa".

E, anche a quel punto, ha provato a fare la vittima, addossando incredibilmente la responsabilità a Sula. Arrestato e portato in carcere, non ha mai mostrato segni di pentimento, arrivando persino a dire che lui amava Sula e che lei invece frequentava altri ragazzi. "L'ennesima bugia di Samson per giustificare le nocche rosse della sua mano destra: ‘Ho fatto a botte sotto casa di Ilaria con due che volevano salire a casa sua'", ha illustrato la pm Perna. Una frase che mostra quanto Samson continui ad autoassolversi dal femminicidio, pensando di non avere responsabilità.

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