Biodigestore di Civitavecchia, cittadini per il no in Consiglio metropolitano ma l’aula è semideserta

Un viaggio di un'ora e un quarto per oltre 80 chilometri, senza contare i mille euro per l'affitto del pullman. È quello che hanno speso, in termini di tempo e denaro, i cittadini del comitato No Biodigestore di Civitavecchia, per arrivare a Palazzo Valentini, sede del Consiglio della Città Metropolitana di Roma: l'intento era di assistere alla seduta in cui si sarebbero dovuti votare l'ordine del giorno e una mozione per bloccare la realizzazione dell'impianto voluto da Ambyenta Lazio sul territorio della cittadina portuale. Salvo poi scoprire che l'aula era deserta (o quasi) e che la discussione era saltata per il mancato raggiungimento del numero legale.
"Ci hanno detto che c'era la campagna elettorale per le amministrative"
"Dopo un'ora di attesa sotto la pioggia nel cortile, per dare il tempo ai consiglieri di terminare la discussione precedente sul rendiconto di gestione", è arrivata la brutta sorpresa: in aula c'erano "solo sei consiglieri (di cui due erano gli estensori delle mozioni) presenti su 24. Non è stato garantito il numero legale perché la maggioranza era impegnata, così è stato detto, nella campagna elettorale per le amministrative", fanno sapere dal comitato a Fanpage.it.
In aula sono rimasti Giancarlo Frascarelli (FdI), che aveva presentato l'Odg insieme alla mozione di Barbara Bonanni (Sinistra Italiana – Reti Civiche) per bloccare la proroga dei permessi ambientali concessi a Ambyenta, più altri quattro consiglieri.
"Il numero legale minimo era stato garantito"
"Ieri si è scritta una brutta pagina del rapporto tra cittadini e istituzioni, si è mancato di rispetto per l'ennesima volta alla nostra città e a tutte e tutti noi. Ci hanno lasciato lì e se ne sono andati", proseguono i cittadini di Civitavecchia contrari all'impianto. "Il numero legale era stato garantito da parte di esponenti della maggioranza se Odg e mozione fossero stati presentati insieme e così era stato fatto". Ma non è bastato. "Per quattro volte si era provato a trovare una data tra i capigruppo, il 17, il 30 e il 7 maggio. Sembrava che ce l'avessimo fatta, ma niente".
Le ragioni del comitato per il No: "Abbiamo già abbastanza inquinamento"
"Abbiamo costituito questo comitato perché siamo contrari alla realizzazione di un biodigestore da 120.000 tonnellate nel nostro territorio — spiega un membro del comitato — che tra l'altro dovrebbe essere costruito al centro della zona industriale in cui lavorano 400 persone, a cui si sommano le altre 600 che lavorano in un centro commerciale lì vicino. E poi nel raggio di un chilometro, un chilometro e mezzo ci sono altri quartieri con 4-5mila abitanti. Abbiamo già il porto, le centrali, il centro chimico. Inquinamento a non finire".
Nonostante rispetto al progetto iniziale la portata dell'impianto sia stata dimezzata nel corso dell'iter autorizzativo regionale, il problema del sovradimensionamento resta: "Civitavecchia produce 7mila tonnellate di residui organici". La stragrande maggioranza dei rifiuti proverrebbe da Roma o da altre aree della provincia.
Il progetto dal 2020 ad oggi
Il progetto è stato presentato per la prima volta nel 2020 da Ambyenta Lazio S.r.l., società privata attiva nel settore dell'ingegneria ambientale, specializzata nello sviluppo di impianti per il trattamento dei rifiuti organici e per la produzione di energie rinnovabili. La prima luce verde è arrivata il 30 giugno 2022, con la Regione Lazio che ha approvato la Valutazione di impatto ambientale. Il 25 novembre dello stesso anno è arrivato anche il nulla osta definitivo.
I primi ricorsi al Tar del Lazio sono cominciati nell'ottobre 2023, ma sono stati respinti e la Via considerata legittima. Il 9 gennaio di quest'anno il Consiglio di Stato ha respinto definitivamente ogni ricorso in appello del Comune di Civitavecchia, confermando il via libera all'impianto. Attualmente i termini per l'inizio dei lavori sono scaduti e Ambyenta ha chiesto una proroga, che dovrà essere concessa o negata dal Consiglio di Città Metropolitana di Roma su delega della regione.