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Bimbo di 2 anni muore dopo un’operazione al cuore: chiesto processo per tre consulenti per una falsa perizia

Nel documento i tre consulenti avrebbero scagionato i chirurghi che hanno operato il piccolo, oggi a processo: avrebbero impiantato il pacemaker al contrario.
A cura di Beatrice Tominic
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"Una perizia falsa", così la Procura ha definito il documento redatto da tre consulenti nominati per svolgere accertamenti sulla morte di un bambino di due anni all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. I tre ora, un pediatra, un chirurgo e un medico legale, rischiano il rinvio a giudizio "per aver depositato un parere mendace sull’operato di chi ha avuto in cura il bambino", morto il 3 gennaio del 2019.

Il piccolo è morto durante un intervento al cuore per impiantare un pacemaker all'ospedale Bambino Gesù. I cinque medici che si sono occupati di operare il bimbo sono finiti a processo lo scorso ottobre per omicidio colposo dopo che, a seguito dell'incidente probatorio, era stata chiesta l'archiviazione del caso. Ma una nuova consulenza ha poi smentito la precedente e ribaltato il caso. Così è arrivato il rinvio a giudizio per i tre consulenti: da chiarire ancora i motivi per cui, secondo quanto emerso finora, avrebbero cercato di manipolare le conclusioni. Le responsabilità dei tre consulenti saranno chiarite il prossimo settembre, in udienza.

"Sono fiduciosa che venga fatta giustizia", aveva detto a Fanpage.it la mamma del piccolo.

L'operazione del piccolo: l'arrivo in ospedale e le mancate dimissioni

Il bimbo aveva due anni quando è arrivato a Roma, nel 2018. Il piccolo è nato il 14 settembre del 2016 a Taormina: già il giorno dopo, a causa di un blocco atrioventricolare congenito, è stato sottoposto a un intervento per impiantare un pacemaker nel presidio dell'ospedale Bambino Gesù di Taormina. Cresciuto, però, due anni dopo è stato necessario sostituirlo.

A quel punto i genitori del bimbo hanno contattato l'ospedale Bambino Gesù di Roma. La prima visita, secondo l'accusa, risale all'inverno del 2018. Poi in breve tempo, secondo i pm, è stato dimesso con quelle che avrebbero dovuto essere "dimissioni protette", con permanenza a Roma. Invece il piccolo e la sua famiglia sono tornati a casa per Natale. E, una volta in Sicilia, le sue condizioni sono peggiorate tanto da chiedere l'intervento di un volo militare per riportarlo a Roma. Ma non ha l'effetto sperato. E il 3 gennaio ha perso la vita.

Gli accertamenti e il ruolo della Procura

A settembre del 2020, dopo la morte del piccolo, è stato svolto l'incidente probatorio e nel maggio del 2021 è stato presentato il documento sulla morte del bimbo dai tre consulenti che oggi sono stati rinviati a giudizio: sono stati loro, nella relazione a escludere un nesso causale fra la morte e le azioni dei medici. Questo documento ha poi contribuito a far ottenere l'archiviazione da parte della Procura. Fino a quando, però, l'avvocato Macrì che difende la famiglia del piccolo non ha riesaminato la letteratura scientifica posta a fondamento della perizia dei consulenti del gip raggiungendo conclusioni opposte a quelle della consulenza. Messo a disposizione della pm Daniela Cento, è stato richiesto un nuovo approfondimento, che ha modificato l'intera vicenda.

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