È atteso per questa sera il vertice del centrodestra. Un faccia a faccia tra Silvio Berlusconi (in video collegamento), Giorgia Meloni e Matteo Salvini che si incontreranno invece a Roma. Sul tavolo tra le altre questioni le elezioni amministrative 2021, e la trattativa per arrivare con candidati unitari nelle principali città al voto (oltre alla capitale Torino, Milano, Napoli e Bologna). Su Roma è quasi chiuso l'accordo sul nome dell'ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso che, sponsorizzato dal Cavaliere, avrebbe alla fine convinto anche Salvini e Meloni.

Al leader del Carroccio Bertolaso sta bene perché rientra nello schema che da mesi va ormai caldeggiando: niente nomi di partito come candidati sindaco, ma esponenti della società civile in tutte le città. Più difficile da digerire la scelta per Giorgia Meloni. Fratelli d'Italia da sempre giudica la scelta del candidato sindaco nella capitale come una sua prerogativa, per questo starebbe chiedendo agli alleati precise garanzie sulla figura del vicesindaco e gli assessori. Anche dalle parti della Lega c'è fibrillazione: va bene Bertolaso, ma la paura è quella di ritrovarsi con l'uomo solo al comando, quando invece gli alleati chiedono collegialità sulle scelte fondamentale.

In molti danno ormai per fatta la scelta di Bertolaso per correre al Campidoglio. Settantacinque anni, un passato da commissario per ogni occasione, una carriera negli ultimi vent'anni sempre sotto l'ala di Berlusconi, Bertolaso rinunciò nel 2016 alla candidatura dopo la discesa in campo di Giorgia Meloni, facendo convergere Forza Italia sul centrista Marchini. Oggi però le condizioni sono diverse. La leader di Fratelli d'Italia ambisce a un ruolo di primo piano in un futuro governo, e non ci sono nomi nel panorama politico disponibili a giocare la partita romana così autorevoli e indiscutibili da contendergli al momento la candidatura, forse anche perché non sono in molti ad ambire al difficile ruolo di risollevare una città indiscutibilmente in declino.

I leader del centrodestra sono però convinti che il tempo sia quello giusto. Avere un candidato certo oggi consentirebbe a Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia di recuperare uno svantaggio oggettivo nei confronti del centrosinistra, e di occupare la scena quando la candidatura di Virginia Raggi sembra insidiata da un accordo tra M5S e PD che l'escluderebbe. Mentre Carlo Calenda continua a girare Roma come una trottola in attesa che il Partito Democratico sciolga la sua riserva su un accordo con il M5S, le primarie o un appoggio incondizionato al leader di Azione, la candidatura di Bertolaso permetterebbe al centrodestra di andare all'attacco e di organizzare al più presto anche le liste civiche, le candidature municipali e occupare gli spazi televisivi.