video suggerito
video suggerito

Aumentano gli infortuni sul lavoro nel Lazio: oltre 44mila denunce nel 2025 e tre morti dall’inizio dell’anno

Nel Lazio le denunce di infortunio sul lavoro crescono del 7,2% nel 2025. Sabato 7 febbraio manifestazione per le sicurezza a Colleferro.
A cura di Francesco Esposito
9 CONDIVISIONI
Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

Il Lazio continua a registrare numeri allarmanti sul fronte della sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel 2025 le denunce di infortunio sono aumentate del 7,2% rispetto all’anno precedente e il 2026 si è aperto con tre morti sul lavoro in poche settimane. A dare notizia di questo bilancio pesante è la Cgil Roma e Lazio, che in una nota stampa comunica anche la propria partecipazione alla manifestazione sul tema in programma sabato 7 febbraio a Colleferro, indetta dalle amministrazioni comunali di Artena e Colleferro.

Aumentano gli infortuni sul lavoro nel Lazio: +7,2%

Secondo gli ultimi dati Inail, da gennaio a dicembre 2025 nel Lazio sono state presentate 44.385 denunce di infortunio. Un aumento che, come sottolinea il sindacato, riguarda tutte le province della regione, con un picco nell’area metropolitana di Roma. Nella Capitale e nei comuni limitrofi le denunce sono state 35.314, con un incremento dell’8,3 per cento. Seguono Latina con 3.519 casi (+1,3%), Frosinone con 2.486 (+6,3%), Viterbo con 1.956 (+3%) e Rieti con 1.110 (+0,5%).

I settori più colpiti restano quelli tradizionalmente a maggior rischio: trasporti, sanità, commercio, vigilanza, ristorazione e accoglienza, oltre alle costruzioni. Ambiti in cui la pressione sui ritmi di lavoro, la frammentazione degli appalti e la carenza di controlli continuano a incidere in modo significativo sulla sicurezza.

Salgono dell'88% gli infortuni fra i lavoratori over 75

Un dato che preoccupa in modo particolare riguarda l’età delle persone coinvolte. L’aumento degli infortuni, infatti, è trainato soprattutto dalle fasce più anziane. Tra i lavoratori dai 65 ai 69 anni l’incremento è del 19 per cento, sale al 29 per cento nella fascia 70-74 anni e arriva all’88 per cento tra gli over 75. Si tratta di persone che, in molti casi, dovrebbero già essere in pensione ma che continuano a lavorare a causa dell’inasprimento dei requisiti pensionistici e di difficoltà economiche.

Sul fronte degli incidenti mortali, nel 2025 nel Lazio si sono registrati 89 decessi. A eccezione della provincia di Roma, in tutte le altre non si osserva alcuna inversione di tendenza. Anche in questo caso costruzioni, trasporti e commercio risultano i settori più colpiti. Cresce inoltre il numero di morti tra i lavoratori over 65, passati complessivamente da tre nel 2024 a dieci nel 2025.

Ad incidere sulla sicurezza è anche il clima. Nel corso dello scorso anno un infortunio mortale su cinque si è verificato nel mese di luglio, periodo segnato da ondate di caldo estremo che, come emerso da diversi casi di cronaca, sono state associate a malori fatali durante l’attività lavorativa.

Cgil: "Colpa del modello di fare impresa"

"Dietro ognuno di questi numeri – conclude la Cgil Roma e Lazio – c’è una persona per cui il lavoro è stato causa di dolore e sofferenza e non lo strumento con cui realizzarsi e determinare il proprio futuro perché c’è un modello di fare impresa in cui l’umanità non solo non è al centro ma dove la perdita di una vita umana viene ritenuta accettabile per aumentare i margini di profitto".

Un modello che, secondo il sindacato, va messo in discussione partendo dalla filiera degli appalti, dove si concentra la maggioranza degli infortuni. Da qui l’appello a una mobilitazione costante e a un intervento più deciso delle istituzioni, che sabato troverà una prima risposta nella piazza di Colleferro.

9 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views