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Alberi crollati, il piano di controlli dei Fori Imperiali esteso a tutti i 51mila pini di Roma

Dopo i crolli ai Fori Imperiali, il Campidoglio lancia un piano quinquennale per monitorare e rinnovare tutti i pini della Capitale.
Uno degli alberi crollati nelle prime settimane del 2026
Uno degli alberi crollati nelle prime settimane del 2026

I pini dei Fori Imperiali diventeranno il modello per il futuro del verde romano. Dopo i crolli avvenuti nei mesi scorsi nell’area archeologica centrale, con alberi abbattuti dal maltempo e un episodio che aveva provocato il ferimento di tre persone, il Campidoglio ha deciso di estendere a tutta la città il sistema di controlli e monitoraggi sperimentato nel cuore archeologico della Capitale. Un grande piano per salvare più di 50mila piante.

Alfonsi: "Il modello usato ai Fori ha funzionato"

La direttiva è contenuta in una memoria di giunta presentata dall’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi, che punta a trasformare quello che era nato come un intervento d’emergenza in un piano stabile di gestione delle alberature cittadine. "Il modello di lavoro applicato a tutti i pini dell'area centrale ha funzionato, e noi abbiamo ritenuto che possa costituire un ottimo strumento da replicare per i pini e in generale le alberature cittadine, in funzione del loro progressivo e futuro rinnovamento", ha spiegato l’assessora.

L’allarme era esploso all’inizio del 2026, quando le piogge insistenti avevano provocato una serie di schianti nell’area dei Fori. Alcuni degli alberi caduti erano stati monitorati in precedenza, ma il deterioramento degli apparati radicali e gli effetti del cambiamento climatico avevano reso evidente la necessità di un controllo più approfondito.

Il piano del Campidoglio contro i crolli

Per affrontare il problema il Campidoglio aveva creato una vera e propria task force, mettendo insieme dipartimenti comunali, Sovrintendenza capitolina e statale, Parco archeologico del Colosseo, Crea, Orto botanico e ordini professionali di agronomi, agrotecnici e periti agrari. Il tavolo tecnico ha definito un protocollo operativo basato su prove strumentali, test di trazione e verifiche con airspade sugli apparati radicali.

Gli 82 pini presenti nell’area archeologica centrale sono stati sottoposti ad analisi approfondite. Alla fine delle verifiche, 30 esemplari sono stati abbattuti e verranno sostituiti con nuovi alberi della stessa specie. Un numero importante, ma inferiore rispetto a quello inizialmente ipotizzato dopo i primi crolli.

Il metodo dei Fori su oltre 50mila pini

Ora il metodo verrà esteso ai circa 51.500 pini domestici censiti dal Crea nel territorio comunale, di cui oltre 14mila lungo le strade. Il Comune punta a costruire un piano quinquennale di cura, manutenzione e sostituzione progressiva delle alberature, coinvolgendo in maniera permanente enti di ricerca, università e ordini professionali.

"Questa memoria è il primo passo per arrivare alla stesura di un piano quinquennale di interventi di cura, manutenzione e rinnovamento delle alberature stradali e non stradali, con particolare attenzione agli esemplari di Pinus pinea", ha aggiunto Alfonsi, spiegando che il progetto dovrà tenere conto dell’evoluzione climatica dei prossimi anni.

Il piano sarà inoltre collegato al nuovo Piano del verde e della natura, che punta ad aumentare gli spazi verdi urbani e a ridurre le superfici asfaltate attraverso interventi di depavimentazione e nuove piantumazioni.

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