Trattative bloccate e lavoratori a rischio per gli ipermercati Auchan di Roma. In questi giorni sono in corso i negoziati per la cessione a Conad, ma la situazione è bloccata. E qualche giorno fa è arrivata anche una condanna per condotta antisindacale nei confronti di Conad – Margherita Distribuzione. "Insieme a Uiltucs di Roma avevamo presentato ricorso ad aprile perché ci avevano negato il confronto sulla cassa integrazione", spiega Alessandra Pelliccia, Segretaria Generale della Filcams Cgil di Roma, "e il Tribunale del Lavoro di Roma ha accolto il nostro ricorso".

La cessione degli punti vendita da parte di Auchan inizia un anno fa. Margherita distribuzione S.p.A. è la società intermediaria che ha rilevato sia i punti vendita Auchan che Sma per poi rivenderli. I negozi Sma sono stati già ceduti a Conad, ora si sta trattando degli ipermercati a Casal Bertone, Collatina, Porta di Roma e Fiumicino. "Per quello di Collatina non ci sono stati particolari problemi, ha cambiato solo insegna: il passaggio è stato indolore e tutti i lavoratori sono rimasti", racconta Pelliccia. Ma la situazione è diversa negli altri.

A Casal Bertone 51 dipendenti rischiano esubero

Seimila metri quadri è la grandezza dell'ex ipermercato a Casal Bertone. Troppo, per questo si stanno cercando altre soluzioni. "Si vuole ridurre la superficie commerciale e passare da un ipermercato a un Superstore", spiega Pelliccia. "La parte in più si vuole cedere a un'altra impresa, per un'altra attività. Qui ci sono 200 dipendenti. 130 dovrebbero essere assorbiti da Conad, 20 hanno deciso per l'uscita volontaria, 7/8 potrebbero essere ricollocati nell'altra azienda dove sarà ceduto il ramo d'azienda. E gli altri 50? Probabilmente saranno esuberi".

A Porta di Roma la situazione peggiore

L'ipermercato a Porta di Roma è persino più grande di quello a Casal Bertone. Qui i metri quadri sono 7800 e la scelta di Auchan è uguale a quella dell'ipermercato precedente. "Le condizioni sono le stesse", dice la sindacalista Pelliccia, "solo che il centro commerciale è molto più grande. Potrebbe chiudere un intero piano. Rischiamo bagno di sangue. Quello che chiediamo è che i lavoratori possano esseri ricollocati negli altri punti vendita Conad".

A Fiumicino nessuno è interessato a comprare

Non si sono fatti passi avanti invece sulla vendita dell'ipermercato a Fiumicino. "Qui la cessione è ancora in stallo", spiega Pelliccia. "C'è il rischio che nessuno compri". E il lavoratori non sanno ancora dove andranno. "Il paradosso è che aprono nuovi negozi Conad, ci sono nuove assunzioni, ma ci si dimentica degli altri lavoratori", commenta Pelliccia. "Conad è in crescita e se sei il primo brand in Italia, ci sono oneri e onori. Se non si trova una soluzione, il rischio è una bomba sociale".