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31 Maggio 2026
10:34

La fuga dei cavalli della polizia a Roma a causa dei fuochi d’artificio: quando le campagne di sensibilizzazione non servono nemmeno alle Forze dell’ordine

Durante le prove della parata del 2 giugno a Roma, alcuni agenti avrebbero acceso fuochi e petardi spaventando i cavalli della polizia: un animale è stato abbattuto e quattro persone ferite. L'episodio dovrebbe farci ragionare tanto sul fatto che le campagne di sensibilizzazione sul non usare i botti poco funzionano nel momento in cui sono gli stessi tutori dell'ordine a usarli quanto sull'uso dei cavalli nei reparti militari.

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Ogni Capodanno si fa sempre la stessa cosa: sensibilizzare l'opinione pubblica sul non praticare l'usanza di sparare i fuochi d'artificio a beneficio del benessere degli animali, domestici e selvatici. Le campagne vengono fatte principalmente dai Comuni, ma anche le Forze dell'ordine si rendono protagonisti di messaggi in cui informano la cittadinanza che i "botti" non solo sono pericolosi per noi umani, ma causano problemi talmente gravi agli animali da portarli anche alla morte.

Ebbene fa una certa impressione dover considerare che proprio dei Vigili urbani sarebbero i responsabili di quanto accaduto a Roma, durante le prove per la parata del 2 giugno. I cavalli della polizia, nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 maggio, erano nell'area delle Terme di Caracalla quando secondo quanto riferito dallo stesso comandante del corpo Mario De Sclavis "Pochissime unità, tre, al massimo quattro agenti" hanno acceso una batteria di fuochi e causato la fuga degli animali che ha comportato l'abbattimento di un animale e il ferimento di tre militari e una poliziotta a causa della fuga su via Cristoforo Colombo. Come se non bastasse, poi, un altro vigile urbano su cui i Carabinieri stanno investigando avrebbe fatto esplodere alcuni petardi poco prima dell’inizio delle prove,

Ecco lo scenario che si sta delineando di fronte a un episodio che mette in luce un dato culturale, oltre che una scampata tragedia da ogni punto di vista, considerando che comunque c'è stata la morte di un animale e che ci sono appunto ben quattro persone ferite.

La scena quasi da film che si è vista per le strade di Roma racconta infatti molto di più di un "semplice incidente" ma descrive una società in cui chi deve dare il buon esempio e controllare che le leggi siano rispettate mette invece a rischio la salute di animali e esseri umani per un'insana abitudine culturale che stenta ancora a essere del tutto debellata. Le forze dell'ordine incaricate delle indagini faranno il loro dovere e spetterà alla magistratura poi verificare colpe e responabilità, ma a noi resta l'immagine di quei cavalli disperati e impauriti che vengono descritti come "imbizzarriti", quasi come se fosse una condizione automatica e non un sentimento di terrore che prende le mosse dalla sconsideratezza umana.

Anche in questo caso ciò che viene da scrivere è ricordare che ogni anno a Capodanno sono migliaia gli animali selvatici, uccelli in primis, che muoiono a causa dei botti e che questi ultimi hanno effetti deleteri anche sui nostri domestici, cani e gatti, che passano una notte in trincea praticamente mentre noi festeggiamo.

Ma quanto accaduto a Roma apre il fronte anche all'idea stessa di animale che abbiamo, un oggetto di pregio (fino a un certo punto se poi si sparano fuochi d'artificio accanto addirittura a quelli della Polizia e da parte di alcuni agenti locali) da esporre in parata, appunto, in una giornata fondamentale della storia di questo Paese.

Sì, certo, sembrerà una questione banalmente "animalista" dire che è sbagliato coinvolgere gli animali nelle nostre usanze e tanti eccepiranno che il valore degli animali nelle Forze armate è alto e che sono trattati nel migliore dei modi. Ma il punto è proprio quale necessità reale, effettiva ci sia oggi tale da giustificare la presenza di cavalli nei reparti militari, considerando che di tempo ne è decisamente passato da quando erano necessari a fini di guerra, fondamentalmente.

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