"Molti poliziotti sono contenti di vedere Matteo Salvini con la loro divisa, pensano sia un gesto di vicinanza. Ma in realtà è un abuso. Quella divisa è un attentato alla Repubblica". Comincia così il lungo intervento di Roberto Saviano che nell'ultima puntata del format per Fanpage.it intitolato "My Way" spiega perché il ministro dell'Interno dovrebbe togliere l'uniforme, tante volte indossata nelle sue ultime apparizioni pubbliche. "Vederlo con quella divisa è inquietante per la democrazia italiana e per quelle europee – continua lo scrittore -. La indossa di continuo in modo improprio dicendo: ‘Io sono la polizia', intestandosi l'istituzione". Saviano passa a questo punto in rassegna i leader del passato, più o meno recente, che hanno fatto lo stesso.

"Nei decessi passati i leader democratici indossavano la divisa in occasioni simboliche, quando ad esempio andavano a trovare l'esercito nelle missioni all'estero – ha sottolineato lo scrittore -. Ma nei paesi del socialismo reale la dinamica era semplice: l'esercito è il popolo, e io leader, indossando la divisa, sono il leader del popolo in armi. Da qui le divise, come quella di Fidel Castro o di Josip Broz Tito, capo della Jugoslavia, o ancora la divisa indossata da Stalin alla conferenza di Jalta. Divisa che in quella stessa occasione non è indossata dal presidente americano Roosvelt, separando il ruolo politico e civile da quello militare. Anche Gheddafi la indossava. Qui il messaggio era chiaro: la Libia è una caserma e il popolo sono i soldati. Si faceva addirittura chiamare colonnello".

Per Saviano, "non bisogna cadere nella trappola di credere che quello di Salvini sia un gesto di solidarietà. È un gesto di intimidazione. È assolutamente necessario che intervengano le massime istituzioni del nostro Paese per impedire al ministro dell'Interno di continuare a indossare la divisa della polizia. È in pericolo la democrazia. Mette a rischio la polizia stessa perché la rende di parte. Non si dà solidarietà con questi gesti pagliacceschi, ma in altri modi, cioè attraverso riforme e investimenti". E fa un appello: "Che Salvini la tolga il prima possibile, prima che la democrazia sia costretta a strappargliela di dosso". Secondo lo scrittore ci sarebbe anche un altro motivo dietro questa scelta del leader del Carroccio.

"Salvini ha la responsabilità di essersi legato in Calabria e in Campania a persone per nulla specchiate, a politici ambigui, per nulla in coerenza con la battaglia anti-mafia. Anzi. È andato a prendersi le clientele di Nespoli, condannato per bancarotta fraudolenta, salvato da una prescrizione dall'accusa di voto di scambio. È andato a prendersi le clientele di chi ha avuto rapporti con imprenditori poi al servizio ‘Ndrine. Tutto questo Salvini lo sa. Sa cosa è stata la Lega nel Nord Italia, un partito che non è stato argine verso la ‘Ndrangheta e in molti casi è stato complice. Salvini sa che per anni ha diffamato il Sud Italia mentre il suo partito apriva ai ‘capitali criminali' nel Nord. Tutto questo lo cancelli con grande difficoltà ma invece con una operazione di teatro, come quella di indossare la divisa, stai dicendo: "io sono la legalità" e con un colpo di spugna elimini tutte le ambiguità, le complicità della Lega e Sue. Si cade di nuovo nella trappola credendo nella divisa da lui indossata", ha concluso.