La deputata del Movimento 5 Stelle, Giulia Sarti, non ha intenzione di dimettersi e di lasciare i Cinque Stelle. A dirlo, dopo la sua autosospensione dal M5s, è lei stessa, intercettata all’uscita da Montecitorio dal Fattoquotidiano.it. “Non c’è motivo, io non sono stata espulsa dal M5s”, risponde al giornalista che le chiede se sta pensando di dimettersi. L’intenzione è quella di rimanere deputata: “Assolutamente sì, perché non ho fatto niente”, afferma. Negli scorsi giorni l’ex presidente della commissione Giustizia è tornata al centro del caso Rimborsopoli, sollevato dalle Iene, dopo l’archiviazione per il suo ex fidanzato che lei aveva accusato di essere il responsabile degli ammanchi per le cifre non restituite al fondo per il micro-credito. “Io non lascio il M5s, l’ho fatto nascere”, afferma ancora Sarti uscendo dalla Camera.

Il capo politico del M5s, Luigi Di Maio, negli scorsi giorni si era detto favorevole alla sua espulsione, ma Sarti, a quelle parole, replica: “Per dire quel che ha detto avrà avuto i suoi motivi”. In ogni caso la deputata M5s non chiederà un incontro al vicepresidente del Consiglio: “Non c’è bisogno: c’è un provvedimento dei probiviri” in corso, per valutare la sua posizione. Ma il Movimento non retrocede: “Nei confronti della deputata Giulia Sarti si è avviato il procedimento disciplinare davanti al collegio dei Probiviri. E le è stato comunicato il 4 marzo 2019. Si attende l’esito”. E l’espulsione è considerata “doverosa”.

Businarolo presidente della commissione Giustizia

A succedere alla Sarti, alla presidenza della commissione Giustizia della Camera, è Francesca Businarolo. È stata eletta con 24 voti sui 34 votanti: altri 7 sono andati a Lucia Annibali, del Pd, e uno a Roberto Cataldi, anche lui del M5s. Due le schede bianche, Forza Italia ha invece lasciato la seduta prima del voto. Businarolo ha 35 anni, è al suo secondo mandato parlamentare e milita nei Cinque Stelle dal 2009. La neo-presidente della commissione Giustizia sottolinea che uno dei provvedimenti più importanti da portare avanti è quello riguardante la proposta di legge sulla violenza di genere: “Abbiamo già svolto audizioni di esperti in commissione Giustizia e sarà votata la prossima settimana insieme al ddl ‘Codice rosso' che introduce finalmente una corsia preferenziale per le indagini che riguardano episodi di violenza domestica e di genere. Una riforma che non può più aspettare e che mette al centro la donna, troppo spesso vittima di abusi e di richieste di aiuto rimaste inascoltate. Sara solo il primo passo di quello che mi auspico diventi una rivoluzione culturale”.