La diffusione della Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza ha rilanciato la discussione sulla cosiddetta quota 100, l'idea con la quale il governo intende superare la legge Fornero e consentire a 300mila persone di andare in pensione in anticipo rispetto alla data legata alle attuali normative. Come vi abbiamo raccontato, con le modifiche alla legge Fornero (per le quali il governo stanzierà circa 5,3 miliardi di euro per il 2019 e 7 miliardi a partire dall'anno successivo), si potrà andare in pensione con quota 100, ovvero la somma di anni di contribuzione ed età anagrafica. Secondo alcune indiscrezioni resterebbe fisso il minimo di 38 anni di contributi, così come sarebbe esclusa la possibilità di andare in pensione con una età minore di 62 e maggiori anni di contributi (resta da capire se il governo riuscirà ad adottare "quota 41", ovvero il pensionamento con 41 anni di contribuzione). Non si tratterebbe, in altre parole, di "quota 100 pura", ovvero la possibilità di lasciare il lavoro e ottenere la pensione semplicemente quando la somma di contributi ed età anagrafica raggiungerebbe quota 100. Invece, se le ipotesi di queste ore fossero confermate, si potrà andare in pensione a 62 anni con 38 di contributi, oppure con altre combinazioni che però farebbero slittare di un anno il pensionamento.

Oggi il ministro del Lavoto Luigi Di Maio ha annunciato il piano del governo per aumentare il ricambio generazionale e dunque utilizzare la riforma della legge Fornero per consentire l'assunzione di giovani. "Mandiamo in pensione le persone che erano vittime della legge Fornero", assicura il leader del Movimento 5 Stelle, aggiungendo: "Questa scelta, combinata con il divieto di cumulo permetterà un ricambio generazionale nelle imprese". Il Governo immagina di studiare un piano che riguarderà le aziende partecipate dello Stato, che potranno assumere un giovane per ogni lavoratore che andrà in pensione. Si tratterebbe di un turnover 2 a 1, che servirebbe, spiega Di Maio, anche a svecchiare le competenze delle imprese e della macchina amministrativa dello Stato.