I sondaggi vedono il suo Pd in crescita e il margine con la Lega che si va riducendo settimana dopo settimana. Così il segretario dem, Nicola Zingaretti, non nasconde il suo ottimismo sulla situazione politica italiana, soprattutto dopo le elezioni regionali e comunali delle scorse settimane: il Pd può “diventare il primo partito”, afferma in un colloquio con il Corriere della Sera. Intanto Zingaretti ribadisce di non voler entrare nel governo: “Resterò governatore fino al 2023”, afferma il presidente della Regione Lazio. L’obiettivo del segretario del Pd è quello di “ripristinare il bipolarismo con sistema proporzionale e sbarramento al 5%: soglia che spinge al voto utile, e noi possiamo diventare il primo partito italiano, il perno di ogni possibile maggioranza anti-sovranisti”.

In vista di futuri appuntamenti elettorali l’obiettivo di Zingaretti è chiaro: “Per me vincere le prossime elezioni politiche vuol dire tenere i sovranisti sotto il 50%. Il resto mi va bene tutto”. Poi parla ancora di se stesso: “Mi prendono in giro perché sarei quello senza idee, quello dei boh, ma io credo nella politica, e cioè nel fatto che per affermare i tuoi valori devi spostare equilibri, fare alleanze, disarticolare gli avversari. Invece sembrano tutti contagiati dal celodurismo”.

Dopo le elezioni di settembre, il segretario del Pd rivendica il successo elettorale: “Ho girato 140 piazze elettorali quando nessuno della maggioranza ci metteva la faccia. Con i nostri voti abbiamo fatto una trasfusione di sangue al governo. Adesso non vorrei che si approfittasse della ritrovata stabilità per prendersela comoda. Possibile che stiamo ancora a perdere tempo sul Mes? Voglio dirlo chiaro: l’obiettivo su cui si giova quest’alleanza di governo non è più l’elezione del prossimo capo dello Stato, come si poteva ancora immaginare a gennaio, ma il Recovery plan e la ricostruzione del Paese”.

L’ultimo passaggio dell’intervista Zingaretti lo dedica agli alleati di governo, i 5 Stelle: “Voglio dire però che su una cosa ho avuto di sicuro ragione. Al Congresso avevo detto che i 5 Stelle non sono la stessa cosa della Lega. Sono nostri competitori, certo. Ma il governo che abbiamo fatto insieme ha ribaltato i rapporti dell’Italia con l’Europa. Ora siamo ascoltati, c’è fiducia in noi, anche per il modo in cui abbiamo fronteggiato l’epidemia. È un capitale decisivo per l’Italia. E l’abbiamo messo in banca noi”.