“Abroghiamo le regioni a statuto speciale, costano troppo”

A cura di D. F.
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Il senatore di centrodestra Zanettin ha presentato un disegno di legge: “Non esistono più le condizioni olitiche, storiche e sociali che nell’immediato dopoguerra avevano portato il legislatore a prevedere una particolare autonomia politica e amministrativa per cinque regioni”.

Il senatore del Popolo della Libertà Pierantonio Zanettin ha depositato in Senato una proposta di legge per l'abrogazione delle norme statutarie speciali di cui godono Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia e le Province autonome di Trento e Bolzano. Secondo il senatore di centrodestra non esistono più "le ragioni politiche, storiche e sociali che nell'immediato dopoguerra avevano portato il legislatore a prevedere una particolare autonomia politica e amministrativa per cinque regioni e per due province autonome. Le significative differenze linguistiche, culturali e geografiche, che oltre sessant'anni fa avevano giustificato la scelta di uno ‘statuto speciale' non hanno più ragione di esistere in tempi di una sempre più stretta integrazione europea".

Ma in tempo di crisi economica le ragioni sono anche altre. Le regioni a statuto speciale ricevono infatti dallo Stato "finanziamenti di gran lunga maggiori rispetto a quelle a statuto ordinario: si tratta di un'evidente sperequazione che oggi appare per molti versi incomprensibile, tanto da alimentare il convincimento che esistano, purtroppo, cittadini di serie A e cittadini di serie B. Un principio francamente inaccettabile in uno Stato moderno e rispettoso del principio di eguaglianza", conclude Zanettin.

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