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Via libera alla manovra del governo Meloni: tutte le misure dalle pensioni alla flat tax

Il via libera alla manovra economica è arrivato dal Consiglio dei ministri convocato a Palazzo Chigi. Dalla riforma delle pensioni, a flat tax e taglio del cuneo fiscale, vediamo tutte le misure della prima legge di bilancio del governo Meloni.
A cura di Annalisa Girardi
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Via libera alla manovra. L'approvazione è arrivata dal Consiglio dei ministri convocato questa sera a Palazzo Chigi e ora la parola passa al Parlamento: le Camere hanno tempo fino alla fine del 2022 per approvarla. Fin dall'insediamento del nuovo esecutivo Giorgia Meloni aveva messo in chiaro come la priorità assoluta fosse il contrasto del caro energia, attraverso una serie di aiuti per famiglie e imprese, e che questo avrebbe lasciato poco margine per il resto delle misure che il centrodestra aveva inserito nel programma elettorale. Alcuni provvedimenti chiave, però, sono comunque rientrati: dalle pensioni al taglio del cuneo fiscale, passando per flat tax e revisione del reddito di cittadinanza, vediamo quali sono le novità in arrivo con la manovra. Chigi ha spiegato che le misure "prendono come riferimento il quadro programmatico definito nell’integrazione alla Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2022 e quantificano l’ammontare del valore delle misure contenute nella manovra di bilancio in quasi 35 miliardi di euro".

Dunque, la manovra del governo vale circa 35 miliardi di euro, ma ben 21 sono stanziati contro il caro energia. Ce ne sono poi altri 5 che servono per prorogare il taglio del cuneo fiscale. Insomma, molte delle misure identitarie del centrodestra sono comunque state riviste a ribasso.

La riforma delle pensioni con Quota 103

Per quanto riguarda la riforma delle pensioni, si tratta di un punto particolarmente urgente per il governo, in quanto in assenza di altri interventi il 1° gennaio 2023 scatterebbe il ritorno alla legge Fornero, fortemente criticata dal centrodestra. La Lega aveva insistito per Quota 41, un'opzione che permetterebbe di andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età anagrafica. Per farla, però, servirebbero più tempo e risorse. Si è quindi ragionato su una misura ponte: si tratta di Quota 103, che prevede la possibilità di uscire dal lavoro con 41 anni di contributi e 62 di età. Sarà in vigore solo per il 2023. Resta Opzione Donna, ma con modifiche: in pensione a 58 con due figli o più, 59 con un figlio, 60 altri casi.

Come cambia il reddito di cittadinanza

In manovra il governo inizia anche a disegnare la via per la riforma del reddito di cittadinanza. Una revisione totale ci sarà a partire dal 2024, ma già dal prossimo anno partirà la stretta: coloro che non possono lavorare manterranno il sussidio, ma questo verrà tagliato da 12 a 8 mesi agli "occupabili".

Le novità sulla flat tax nel 2023

Anche per quanto riguarda la flat tax, il disegno iniziale (sempre targato Lega) va rivisto a ribasso. L'idea di cui si parlava in campagna elettorale era quella di una flat tax al 15% pet tutti i redditi fino a 100 mila euro, ma appunto non sarebbe realizzabile con le risorse al momento a disposizione. Per il momento, quindi, il provvedimento è stato prorogato per gli autonomi, con un innalzamento della soglia di reddito da 65mila a 85mila euro.

Il taglio del cuneo fiscale

Per quanto riguarda il cuneo fiscale, sarà prorogato il taglio di 2 punti per i redditi fino a 35mila euro. Ma, in aggiunta, sarà incrementato di un ulteriore punto (quindi per un totale di 3 punti) per quelli più bassi, cioè sotto i 20mila euro. Ricapitolando: parliamo di un taglio cuneo fiscale fino 3% per i lavoratori dipendenti con redditi bassi (4.185 miliardi), con rsonero contributivo del 2% per redditi fino a 35.000 euro e del 3% per redditi fino a 20.000 euro. Se in un primo momento era circolata l'ipotesi che questo potesse andare a beneficio sia dei lavoratori che delle imprese, il governo ha poi deciso di farlo andare tutto a favore dei lavoratori.

Le misure contro caro energia e inflazione

Come aveva già annunciato la presidente del Consiglio, la maggior parte delle risorse stanziate in legge di Bilancio vanno al contrasto del caro energia e dell'inflazione. È in tal senso prorogato il bonus sociale per le bollette rivolto alla famiglie fragili (è stata anche innalzata la soglia Isee per riceverlo a 15mila euro). Contro l'inflazione è stata ridotta l'Iva dal 10% al 5% sui prodotti per l'infanzia e per l'igiene intima femminile, ed è stato istituito un fondo da 500 milioni per una Carta destinata ai redditi bassi (fino a 15mila euro) per fare la spesa e acquistare i beni di prima necessità.

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