Venezuela, liberati Alberto Trentini e Mario Burlò, le prime parole: “Non ci hanno torturato”

Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto in Venezuela senza accuse, è stato liberato. Lo ha annunciato stamattina il ministro degli esteri Antonio Tajani: "Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e sono nella sede dell’ambasciata d’Italia a Caracas – si legge nel comunicato, pubblicato stamattina verso le 5 – Lo ho appena comunicato al presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha sempre seguito la vicenda in prima persona. Ho parlato con i nostri due connazionali che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia. La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente Rodriguez che il governo italiano apprezza molto”.
"Posso avere una sigaretta? Ci hanno trattato bene, non ci hanno torturato", sono state le prime parole di Trentini dopo il rilascio, avvenuto alle 23 ora di Caracas. "Non sapevamo che ci avrebbero liberati. Nell’ultimo trasferimento non siamo stati incappucciati, a differenza delle altre volte", ha aggiunto, come riporta Repubblica.
I due arriveranno in Italia tra lunedì sera e martedì mattina, secondo quanto annunciato dal ministro Tajani: "La svolta è arrivata domenica sera", ha raccontato a Sky Tg24, "quando mi ha chiamato il ministro degli Esteri del Venezuela per annunciarmi che la decisione era stata presa".
"Alberto finalmente è libero!!! Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell'invisibilità, la sua liberazione", è stato invece il messaggio della famiglia Trentini, con l'avvocata Alessandra Ballerini. "Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili, adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci. Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità. Oggi vogliamo solo pace. Grazie!".
Il presidente dell'Assemblea nazionale venezuelana, Jorge Rodríguez, aveva infatti comunicato la liberazione di un numero significativo di detenuti, venezuelani e stranieri, spiegando che la decisione è stata assunta in modo unilaterale dal governo di Caracas con l'obiettivo di favorire un clima di dialogo e pacificazione. Tra le persone tornate in libertà c'è proprio Trentini, in carcere da oltre un anno senza che nei suoi confronti fosse mai formalizzata un'accusa.
Rodríguez ha annunciato che i dettagli completi sull'identità e sul numero dei detenuti rilasciati saranno diffusi successivamente, ringraziando intanto l'ex premier spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e il governo del Qatar per il ruolo di mediazione svolto nelle trattative; un lavoro diplomatico che, nelle ultime settimane, aveva fatto crescere le aspettative di una svolta concreta.
La liberazione di Trentini rappresenta un segnale rilevante anche sul piano internazionale: il suo caso era diventato emblematico delle detenzioni senza processo in Venezuela e aveva attirato l'attenzione di governi, organizzazioni umanitarie e opinione pubblica. Il rientro in libertà del cooperante italiano chiude così una lunga fase di incertezza e apre ora la strada al suo ritorno in Italia, atteso dopo mesi di apprensione da parte della famiglia.
Le reazioni, da Meloni a Schlein
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha accolto con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Trentini e Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l'ambasciata d'Italia a Caracas. "Ho parlato con loro, e un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa. Desidero esprimere, a nome del governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dalla presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato", ha aggiunto la premier.
"Alberto Trentini è finalmente libero! È stato liberato insieme a Mario Burlò e si trovano all’ambasciata di Caracas. È una splendida notizia che ci dà tanta gioia", ha dichiarato la segretaria del Pd Elly Schlein. "Il nostro abbraccio stretto alla sua famiglia e all’avvocata Ballerini, e il nostro ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato per riportarlo a casa".
Anche il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha commentato la notizia: "Desidero ringraziare il governo e la rete diplomatica italiana per l'azione costante e silenziosa che ha consentito di arrivare a questo risultato, che rappresenta per tutti un grande sollievo. Rivolgo un pensiero particolare ai genitori di Alberto, Armanda ed Ezio, che hanno vissuto mesi di grande apprensione. A loro va l'abbraccio dell'intera comunità veneta, che non ha mai smesso di sperare. Ora l'incubo è finito: attendiamo Alberto nella sua città".
Chi è Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto in Venezuela senza accuse

Alberto Trentini, 46 anni, originario del Lido di Venezia, è un operatore umanitario con oltre vent'anni di esperienza in missioni internazionali. Era stato arrestato il 15 novembre 2024 mentre viaggiava dalla capitale Caracas verso Guasdualito, nel sud-ovest del Paese, insieme all'autista della ong francese Humanity & Inclusion. Il veicolo era stato fermato a un posto di blocco e da quel momento per lui si erano aperte le porte del carcere di massima sicurezza di El Rodeo I.
Durante la detenzione, Trentini ha vissuto in condizioni estremamente dure: cibo razionato, assenza di cure mediche adeguate e un isolamento che ha avuto conseguenze non solo fisiche ma anche psicologiche. Nei giorni immediatamente successivi all'arresto si era parlato genericamente di terrorismo e di presunte cospirazioni contro le autorità venezuelane, ma nessuna accusa era mai stata formalizzata. I contatti con la famiglia e con le rappresentanze diplomatiche italiane sono rimasti limitati per mesi.
Ora, dopo oltre un anno di detenzione senza accuse, per Trentini si chiude un capitolo drammatico. La sua vicenda resta un monito sul destino di molti detenuti senza processo, ma la sua liberazione rappresenta anche un raro segnale di apertura in uno scenario segnato a lungo da stallo e silenzi.
Chi è Mario Burlò
Mario Burlò è un imprenditore torinese, anche lui nelle carceri venezuelane da oltre un anno, anch'egli in assenza di chiare accuse, durante un viaggio di lavoro in Venezuela: "Non lo vedo dal novembre 2024. Mi aveva detto che sarebbe partito per il Venezuela", ha detto la figlia in un'intervista a Il Corriere della Sera di Torino, affermando di averlo sentito solo a "ottobre scorso, dopo undici mesi senza alcun contatto”, in una telefonata che essa stessa ha definito "chiaramente controllata" dalle autorità venezuelane.