Vannacci non molla sulla negazione del femminicidio: “Vogliamo anche il reato di immigraticidio?”

L'eurodeputato e leader di Fn Roberto Vannacci, conclusa l'assemblea costituente nazionale del 13 e 14 giugno, vuole continuare a far parlare di sé, in attesa della pubblicazione del programma di Futuro Nazionale (che non è ancora disponibile sul sito del partito). L'obiettivo è chiaro: il generale vuole scioccare, vuole ritagliarsi sempre di più il suo spazio a destra, per togliere voti a Fdi e Lega, alzando l'asticella per poter rivendicare il patentino di "destra vera".
Ieri ospite del programma di Bianca Berlinguer, "È sempre Carta bianca" su Rete4, il nuovo show: "Sono marito e padre di due figlie e confermo che a mio parere il femminicidio non esiste e non deve esistere, è un'aberrazione giuridica, perché un reato non può essere più o meno grave a seconda di sesso, colore della pelle, religione o dell'orientamento sessuale di chi lo subisce", ha dichiarato, negando la matrice culturale alla base del femminicidio, reato che l'ex generale disconosce totalmente, criticando quindi il governo Meloni che invece ha voluto istituire un reato apposito.
Vannacci torna quindi sulla polemica iniziata a Roma durante la costituente, quando ha cercato di sminuire i femminicidi con una provocazione, ridicolizzando il termine: "Perché non mettiamo le quote rosa per i fabbri o per i muratori e invece le mettiamo per i politici o i dirigenti? Così come c'è la violenza sulle donne, esiste quella sugli anziani e non c'è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri". Dopo questa sparata Vannacci è stato attaccando da tutto l'arco parlamentare: non solo le opposizioni hanno ovviamente condannato le sue parole, ma anche la maggioranza ha voluto prendere le distanze, compresa la Lega.
Il leader di Fn insiste sul concetto: "Il fatto di essere perpetrato in ambiente familiare, i futili motivi" e le aggravanti previste "consentono già di assegnare il massimo della pena, come nel caso Turetta, che è avvenuto prima che il reato di femminicidio venisse introdotto nel codice penale", ha aggiunto, parlando di "deriva gramsciana". "Se noi vogliamo tipizzare un reato in base al motivo, a quello che rappresenta, allora si uccide una donna in quanto donna, ma allora a quei quattro balordi che hanno ucciso un immigrato per il fatto che era un immigrato, cosa imputiamo, un immigraticidio?", ha detto ancora. È stato approvato all'umanita perchè tutti i parlamentari temevano la "gogna mediatica ma io me frego della gogna mediatica. Io non mi spiego perché nessuno abbia alzato il ditino contro".
A Cecchettin e a papà Sula "dico che ho estrema empatia nei confronti di queste famiglie, che sono state vittime di un omicidio perpetuato da un maschio nei confronti di una donna, ma sempre di omicidio si tratta".
Vannacci e il piano sulla remigrazione: "Sono l'Annibale del 2026"
"Considerate Vannacci come l'Annibale del 2026", ha detto poi, parlando della possibilità di essere il primo, come Annibale che attraversò le Alpi con gli elefanti, a riuscire a portare a casa un vero piano di remigrazione. Il generale ha quindi attaccato la coalizione di centrodestra sottolineando come su molti temi abbia fatto "esattamente" come quella di centrosinistra. "Meloni ha tradito promessa di blocco navale? Parla con me e mi indica Meloni come se fossimo la stessa cosa, non è che se una non è riuscita ai predecessori non vuol dire che non sia possibile per altri".
Alla domanda di Bianca Berlinguer se preferisse essere chiamato generale o onorevole ha risposto così: "di onorevoli ce ne sono tanti, di generale ce n'è uno solo nel Parlamento europeo".
Vannacci ha sempre votato a destra, ma non dice se per Salvini o Meloni
Vannacci, ormai si è capito, rappresenta un problema per la futura coalizione di centrodestra in vista delle elezioni Politiche del 2027. L'ultimo sondaggio Swg addirittura lo sonda sopra il 5%, con una crescita di mezzo punto in una settimana (al 5,3%). Parallelamente la Lega perde lo 0,3% nello stesso lasso di tempo. Meloni dovrà decidere se provare a stringere un'alleanza con Fn anche se questo potrebbe spingere molti elettori moderati a spingersi altrove. Se invece alla fine dovesse scegliere di tenerlo fuori, potrebbe essere più complicato battere la coalizione di centrosinistra. Vannacci ha fatto capire che sulle eventuali alleanze si valuterà poco prima delle elezioni. Tutto dipenderà anche dalla legge elettorale con cui si andrà alle urne: se si votasse con la legge elettorale riformata dal centrodestra, sarebbe necessario per le due coalizioni di centrodestra e centrosinistra unire insieme più forze possibile, per ottenere il premio di maggioranza. In questo caso trattare con il generale sarebbe inevitabile. Se invece si votasse con la legge attuale Meloni potrebbe anche decidere di lasciarlo fuori, pur rischiando un pareggio: andando da solo però Futuro Nazionale potrebbe ottenere più voti, e alla fine il centrodestra potrebbe provare a trattare con lui dopo la chiusura delle urne.
Bianca Berlinguer ha domandato a Vannacci come ha votato nel 2022, ma il generale non si è sbottonato: "Ho sempre votato a destra, per diversi partiti".
"Molto spesso non ho potuto votare perché ero in zona di operazione", ha aggiunto Vannacci. "Il voto è segreto, lo sa, no?", ha detto poi il generale, senza indicare quale partito avesse scelto in passato, se Lega o Fdi. Vannacci si è limitato a sottolineare di avere "sempre votato a destra".