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Manovra economica 2023

Trattative nella notte sulla Manovra: quando si vota in Parlamento e quando sarà approvata

La seduta della commissione Bilancio è terminata alle sei e mezzo del mattino, ma nessun emendamento è ancora stato approvato. Si va verso una chiusura-lampo dei lavori oggi dopo le 14, con l’arrivo in Aula alla Camera mercoledì pomeriggio. I tempi sono quasi obbligati, per evitare il regime di esercizio provvisorio.
A cura di Luca Pons
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La manovra economica deve essere approvata da entrambi i rami del Parlamento (Camera e Senato) entro il 31 dicembre, per evitare di entrare in regime di esercizio provvisorio all'inizio del 2023. Finora, però, i lavori sono stati lunghi: nessuno degli emendamenti presentati è stato approvato e l'arrivo in Aula alla Camera, inizialmente previsto per oggi dal calendario dei lavori, è stato fissato per domani, mercoledì 21 dicembre.

Quella tra lunedì e martedì è stata una notte lunga per la commissione Bilancio della Camera, che sta esaminando proprio gli emendamenti alla legge di bilancio. La seduta della commissione è iniziata alle sette di sera ed è terminata più di undici ore dopo, alle sei e mezza di mattina. Dalle due e mezza in poi la seduta è stata sospesa dal presidente Giuseppe Mangialavori, per dare tempo a maggioranza e opposizione di dialogare e trovare una quadra. Alle 13 si riunirà l'ufficio di presidenza e un'ora dopo, alle 14, ripartiranno i lavori della commissione.

Nelle quasi 12 ore di seduta non è stato approvato nessun emendamento alla manovra, come detto. Un centinaio di quelli presentati dalle opposizioni – Partito democratico, Movimento 5 stelle, Terzo polo e Alleanza verdi e sinistra – sono stati bocciati, mentre più di 420 sono stati accantonati. Non solo: si aspettano ancora gli emendamenti dei relatori, cioè gli esponenti della maggioranza che ‘presentano' la legge al resto della commissione. Tra questi dovrebbe esserci anche una riforma del bonus cultura rivolto ai diciottenni, per il quale si parla di una quota Isee da rispettare. Dal governo, invece, non arriveranno altre proposte di modifica: l'ha confermato il sottosegretario al ministero dell'Economia, Federico Freni.

I prossimi passi, quindi, sono ancora in mano alla commissione Bilancio. L'obiettivo è arrivare oggi pomeriggio, grazie agli accordi raggiunti nella notte e nelle prossime ore, a chiudere i lavori sulla manovra con un numero limitato di modifiche. Movimento 5 stelle, Pd e Terzo Polo hanno già criticato i tempi troppo stretti per poter lavorare sulla manovra, sostenendo che viene continuamente riscritta e non c'è tempo per discuterla in Aula.

Debora Serracchiani, capogruppo alla Camera del Pd, ha detto ieri: "Vogliamo lavorare alla Manovra, non possono impedirci di farlo. Ma sono saltate tutte le ipotesi fin qui previste. Stasera alle 24 avremmo dovuto dare il mandato al relatore: assolutamente non è possibile. Se tutto andrà bene probabilmente verrà dato nella giornata di domani, perché si sarà trovata spero una condivisione o perché la maggioranza avrà deciso di darglielo senza le opposizioni".

Concludendo l'operato della commissione questo pomeriggio, la legge di bilancio dovrebbe arrivare in Aula domani, al massimo nel pomeriggio, con qualche ora di ritardo su quanto deciso dalla riunione dei capigruppo di ieri. A quel punto, per il voto della Camera, il governo probabilmente porrà la questione di fiducia. Questo dovrebbe velocizzare le operazioni di discussione e voto, per le quali comunque potrebbe servire una seduta notturna tra giovedì e venerdì. La votazione finale dovrebbe arrivare nella mattina di venerdì 23 dicembre.

Seguendo questo calendario, con tempi oramai quasi obbligati e il margine di discussione ridotto al minimo, la legge di bilancio dovrebbe arrivare al Senato il 27 o il 28 dicembre. Dopo un identico passaggio in commissione Bilancio – per forza di cose più breve di quello avvenuto alla Camera – il voto dovrebbe avvenire entro il 31 dicembre.

Ieri la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha detto che può "garantire che ci sarà la legge di bilancio nei tempi previsti". "Chi evoca l'esercizio provvisorio", il regime previsto dalla Costituzione che scatterebbe nel 2023 nel caso in cui la manovra non fosse approvata entro il 31 dicembre 2022, "cerca l'esercizio provvisorio: forse è qualcosa che loro vorrebbero", ha concluso Meloni.

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