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Tragedia Rigopiano, Salvini commenta la sentenza: “È una vergogna, questa non è giustizia”

“Ventinove morti, nessun colpevole (o quasi). Questa non è giustizia, questa è una vergogna”: è il commento di Matteo Salvini alla sentenza sulla tragedia dell’hotel Rigopiano.
A cura di Annalisa Girardi
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Anche il leader della Lega, Matteo Salvini, è intervenuto per commentare lasentenza sulla tragedia dell'Hotel Rigopiano, in Abruzzo, travolto nel 2017 da una valanga che aveva ucciso 29 persone. "Nessun colpevole (o quasi). Questa non è giustizia, questa è una vergogna", ha detto il ministro, esprimendo "tutta la mia vicinanza e la mia solidarietà ai familiari delle vittime innocenti".

Anche il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha commentato il verdetto arrivato oggi: "La sentenza provoca dolore e sorpresa, e non possiamo non comprendere i sentimenti dei familiari delle vittime e dei superstiti. Nello stesso tempo, abbiamo il dovere come rappresentanti delle istituzioni di rispettare la sentenza e di prendere atto della decisione del giudice", ha detto. Per poi aggiungere: "Naturalmente, per esprimere un giudizio più completo e valutare le eventuali ulteriori azioni che la Regione potrà e dovrà intraprendere, dobbiamo attendere la pubblicazione delle motivazioni, che leggeremo e studieremo con la necessaria attenzione".

Il processo si è concluso con 25 assoluzioni e 5 condanne. Tra i 30 imputati c'erano amministratori e funzionari pubblici, oltre che al gestore e al proprietario della struttura. Le accuse erano di disastro colposo, omicidio plurimo colposo, lesioni, falso, depistaggio e abusi edilizi.

Tra i condannati, a sei anni dalla tragedia, c'è anche il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta. La pena prevista è quella minima, di 2 anni e 8 mesi. L'accusa aveva chiesto 11 anni e 4 mesi. Sono stati invece assolti  l'ex prefetto di Pescara, Francesco Provolo e, l'ex presidente della Provincia, Antonio Di Marco.

Tante le proteste in aula dei familiari e amici delle vittime. Hanno contestato la sentenza del giudice. "Vergogna! Ingiustizia è fatta. Assassini. Venduti. Fate schifo", sono alcune delle accuse che si sono sentite nel tribunale.

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