Nelle prossime ore il premier incaricato Mario Draghi salirà al Colle per sciogliere la riserva e presentare al Capo dello Stato la sua lista dei ministri, che sta ultimando in queste ore. Dopo che anche il M5s si è espresso a sua favore, dopo il voto degli iscritti su Rousseau, il professore ha tutti gli elementi per mano per fare le sue valutazioni, sulle quali nulla è trapelato in questi giorni. L'unico a conoscere le intenzioni dell'ex presidente della Bce è probabilmente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È probabile comunque che la forma del suo esecutivo sarà un mix: ai tecnici dovrebbero essere affidate le deleghe strategiche, ma le figure di area, che gravitano attorno ai partiti, dovrebbero essere superiori numericamente. Nel disegno di Draghi un'attenzione sarà rivolta alle donne e alle quote rosa: probabile un perfetto equilibrio tra uomini e donne, con uno schema 50 e 50.

Difficile che nell'elenco possano essere inclusi i leader. Anche se ieri Matteo Salvini ha fatto capire chiaramente che sarebbe ben disposto a fare il ministro: "Io ho detto a Draghi: ‘La nostra fiducia e' in lei', non ho presentato una lista di ministri, sottosegretari. Ovviamente come Lega, se diamo fiducia, contiamo di partecipare alla rinascita del Paese – ha detto a Porta a porta – Se il professore Draghi mi dicesse ‘C'e' bisogno di te per dare una mano', io ci sono. Se mi dicesse che gli danno una mano Tizio e Caio a nome della Lega, perfetto, noi siamo a disposizione".

Una squadra di 12 ministri

Il numero che viene ripetuto più spesso dai bookmakers in questi giorni è il dodici. Dodici caselle che potrebbero essere così distribuite: tre al M5s, due a Partito Democratico, Forza Italia e Lega, uno a Leu, Iv e Misto. Il Movimento dovrebbe riuscire a riconfermare Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli, mentre pare molto improbabile un incarico di governo per il premier uscente Giuseppe Conte. In quota Cinque Stelle il pole anche Riccardo Fraccaro, che potrebbe sostituire il collega Spadafora allo Sport. Per il Pd sono in lizza Dario Franceschini e Lorenzo Guerini. Leu spera nella promozione dell'operato di Roberto Speranza, che potrebbe rimanere alla guida della Salute, anche per dare continuità a un ministero chiave per la gestione della pandemia.

Tra gli azzurri si fanno i nomi di Antonio Tajani (che per il suo passato alla guida del Parlamento Ue potrebbe giocare un ruolo importante in Europa) e di Anna Maria Bernini. Mentre per il Carroccio, se Salvini, in quanto leader, non fosse tra i papabili, potrebbero subentrare Giancarlo Giorgetti, uno dei più convinti ‘fan' di Mario Draghi, Giulia Bongiorno e Riccardo Molinari. Italia viva potrebbe essere rappresentata dall'ex ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova.

I tecnici nella squadra di Draghi

Da giorni viene ripetuto da molti il nome di Carlo Cottarelli alla Pubblica Amministrazione, anche se non c'è stata alcuna conferma da parte del diretto interessato. Mentre Marta Cartabia, presidente emerito della Corte Costituzionale, potrebbe essere chiamata a chiamare la Giustizia. Se Roberto Speranza non fosse riconfermato alla Salute potrebbe andare Rocco Bellantone, direttore del governo clinico del Gemelli e preside della Facoltà di Medicina della Cattolica di Roma. Tra i tecnici potrebbe rimanere Luciana Lamorgese, attuale ministra dell'Interno. C'è anche l'ipotesi di Elisabetta Belloni, segretario generale della Farnesina, possibile nuova ministra degli Esteri.

Il super-ministero per la Transizione ecologica

Il vero snodo della trattativa all'interno del M5s è stata la rassicurazione da parte del premier incaricato Mario Draghi sulla creazione di un nuovo ministero per la Transizione ecologica, come chiesto dal Garante del Movimento Beppe Grillo. Quello della transizione ecologica è tra l'altro un capitolo del Recovery plan. Per la guida del ministero che accorperebbe ambiente, trasporti e sviluppo economico è molto probabile che venga indicato l'ex ministro del Lavoro ed ex presidente Istat Enrico Giovannini, che sulla nomina mantiene il massimo riserbo. Ma spunta anche il nome di Livio de Santoli, prorettore della Sapienza esperto di sostenibilità. I penstastellati dopo averlo proposto potrebbero pretendere anche di gestire il nuovo super ministero, ma è probabile che possano ottenere soltanto la nomina di un viceministro, Stefano Buffagni. Draghi potrebbe anche indicare una donna, Catia Bastioli, imprenditrice ed ex presidente Terna.

Una donna al Mef

Per il ministero dell'Economia Mario Draghi pensa a una donna. Alla guida di via XX Settembre potrebbe esserci l'economista Lucrezia Reichlin, già nella rosa dei nomi del governo Conte 2. Tra i papabili anche Daniele Franco e Luigi Federico Signorini (entrambi Bankitalia), Ignazio Angeloni (Vigilanza Bce), Dario Scannapieco (Bei) e Ernesto Maria Ruffini (Agenzia delle Entrate).