"Durigon non può più rappresentare il governo italiano. Quanto emerge dal video-inchiesta di Fanpage non lascia spazio a dubbi. In attesa che possa intervenire anche la magistratura, già oggi possiamo dire che il nostro principio costituzionale di “disciplina ed onore” che un rappresentante delle istituzione come lui deve seguire sia venuto meno. Questo basta e avanza perché Durigon si dimetta dal delicato quanto importante ruolo di sottosegretario all’Economia": a chiedere le dimissioni del sottosegretario all'Economia, il leghista Claudio Durigon, dopo quanto è emerso dall'inchiesta di Fanpage.it è il senatore del Movimento Cinque Stelle, Danilo Toninelli.

L'ex ministro dei Trasporti in una nota stampa è intervenuto per commentare l'inchiesta di Fanpage.it che vede al centro l'esponente della Lega, uno degli uomini più vicini a Matteo Salvini. E chiedendo che faccia un passo indietro, aggiunge: "Così potrà avere il tempo di chiarire ciò che è emerso dalla puntuale inchiesta di Fanpage, senza più scappare e non rispondere a legittime domande che gli sono state poste". Toninelli non chiama in causa solamente il sottosegretario Durigon, ma anche lo stesso leader del Carroccio: "Non di meno dovrà fare il segretario della Lega Matteo Salvini che deve quanto prima fare chiarezza sugli intricati rapporti che sono emersi con il sindacato UGL. Non possiamo far finta di nulla. La politica deve essere la prima ad agire con onestà e trasparenza. Prima di tutto sui soldi che i partiti impiegano per le proprie attività politiche".

E conclude: "Siamo di fronte ad una questione di Stato ed giunto il momento che anche Salvini inizi ad abbandonare la becera propaganda e si occupi di tutte quelle scottanti questioni interne al proprio partito. Gli italiani si meritano rispetto ma soprattutto si aspettano buoni esempi da parte di chi li dovrebbe rappresentare nelle sedi istituzionali". In queste ore sono diverse le reazioni da parte della politica sul caso emerso dall'inchiesta di Fanpage.it. E sono alte le tensioni all'interno della maggioranza di governo, di cui la Lega fa parte. A quanto si apprende, l'auspicio di Pd e M5s è che Durigon faccia di sua spontanea volontà un passo indietro, ma in caso contrario stanno valutando se presentare una mozione al presidente del Consiglio Draghi per revocare la nomina al sottosegretario.

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