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Tajani dice che lo sciopero del 17 novembre è una sconfitta per Cgil e Uil: “Debole e politicizzato”

Il leader di Forza Italia Antonio Tajani si è detto soddisfatto che lo sciopero di venerdì 17 novembre sia stato ridotto a quattro ore: “La vera sconfitta di Cgil e Uil” non è averlo accorciato, però, ma aver “rotto l’unità del fronte sindacale”, portando avanti “una posizione debole e politicizzata”.
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A cura di Luca Pons
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Lo sciopero che Cgil e Uil avevano annunciato per domani, venerdì 17 novembre, avrebbe dovuto durare tutto il giorno ma è stato ridotto a sole quattro ore dopo l'intervento del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha disposto la precettazione. La decisione è stata sostenuta anche da Giorgia Meloni, e il terzo leader del centrodestra ha dato il suo appoggio parlando alla Stampa: la precettazione è stata un atto tecnico, ha dichiarato Antonio Tajani, dovuto dopo la decisione della Commissione di garanzia degli scioperi. "Il Garante è un’autorità indipendente", ha detto, "se prende una posizione, è giusto rispettarla".

Il segretario di Forza Italia ha anche affermato che la manifestazione di domani sarà di fatto una sconfitta per Cgil e Uil, non perché è stata ridotta a quattro ore ma per le modalità con cui è stata organizzata: "La vera sconfitta di Cgil e Uil è di aver rotto l’unità del fronte sindacale, tenendo fuori la Cisl e le sigle autonome". Così, secondo il ministro degli Esteri, non sono riusciti a "coinvolgere tutto il mondo del lavoro. Segno che la loro è una posizione debole e politicizzata".

Tajani si è comunque detto soddisfatto che i due sindacati confederali abbiano deciso di fare un passo indietro dopo la precettazione. In caso contrario ci sarebbero state sanzioni economiche non solo per i sindacati, ma anche per i singoli lavoratori, e in generale avrebbe significato una rottura istituzionale fortissima: "Sarebbe stata una scelta incomprensibile, pretestuosa, che mi avrebbe lasciato stupefatto. È stato saggio non aver portato la sfida a estreme conseguenze. La difesa dei lavoratori si indebolisce se una struttura come il sindacato sceglie la via dello scontro politico". Anche perché nel governo Meloni, ha assicurato Tajani, "nessuno voleva arrivare a uno scontro con le parti sociali".

Il leader di Forza Italia ha poi contestato le ragioni alla base dello sciopero, come aveva fatto nei giorni scorsi anche il ministro dell'Economia Giorgetti: "Le ragioni da cui parte la richiesta di uno sciopero generale mi sfuggono. E volerlo a tutti i costi lo stava trasformando in uno sciopero politico". Una mobilitazione generale "deve essere una cosa eccezionale, mossa da fatti gravi".

Invece in questo caso "si può non essere d’accordo con l’impostazione della legge di bilancio, ma data la situazione internazionale (con la guerra in Ucraina, quella in Medio oriente, e il momento difficile per l'economia europea) protestare contro la manovra "vuol dire che si legge male quel che accade nel mondo. Cgil e Uil criticano il governo per la crisi economica mondiale? Allora si può dire tutto, ma noi con la manovra aiutiamo le fasce più deboli del nostro Paese". Insomma, per Tajani si tratta di uno sciopero con una "motivazione strana", e se fosse stato uno sciopero generale sarebbe stato "non a tutela dei lavoratori, ma a tutela delle opposizioni".

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