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Cos’è la precettazione in caso di sciopero: come funziona e cosa rischiano lavoratori e sindacati

Il ministro dei Trasporti Salvini ha firmato un’ordinanza di precettazione, con cui limita lo sciopero del 17 novembre a 4 ore. Ecco quali sanzioni rischiano lavoratori e sindacati che non rispetteranno l’ordinanza.
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A cura di Annalisa Cangemi
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Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ieri sera ha firmato la precettazione dello sciopero annunciato da Cgil e Uil: con una nota il Mit ha fatto sapere che la mobilitazione di venerdì 17 per il trasporto pubblico sarà consentita dalle 9 alle 13. Il blocco è arrivato dopo i no dei sindacati alla richiesta avanzata dal Garante e dal ministro dei trasporti, di ridurre le mobilitazioni che interesseranno il settore trasporti, perché secondo il vicepremier Salvini deve essere garantita per tutti i cittadini la possibilità di spostarsi per andare al lavoro.

La Commissione di garanzia aveva deliberato che quello programmato per venerdì 17 non poteva dirsi uno sciopero generale, invitando così le sigle a escludere dalla mobilitazione il comparto aereo, a ridurre a 4 ore quello degli altri trasporti e rimodulare l'orario dell'astensione del Corpo dei vigili del fuoco.

Ma i sindacati intendono andare avanti con lo sciopero generale contro la manovra del governo Meloni, e al momento sui trasporti non c'è stato alcun passo indietro: resta lo stop nazionale, per otto ore o intero turno, anche se lo stop disposto da Salvini ridurrebbe la mobilitazione da 8 a 4 ore, cioè appunto dalle 9 alle 13. Per chi non rispetterà l'ordinanza firmata da Salvini scatteranno sanzioni. Per il segretario della Cgil Maurizio Landini la precettazione "è un atto politico gravissimo". Ma di cosa si tratta esattamente?

Cos’è la precettazione e cosa significa quando uno sciopero è precettato

La precettazione è un provvedimento amministrativo con cui si può limitare lo sciopero, che è un diritto riconosciuto dall'articolo 40 della Costituzione. L'articolo della Carta dice che "il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano". La possibilità di emettere un'ordinanza di precettazione è prevista dalla legge numero 146 del 1990, che prevede la necessità di coniugare il diritto di sciopero con i diritti di godimento della persona.

Come funziona la precettazione e chi emana l’ordinanza

La legge 146 del 1990, e successivamente modificata nel 2000, prevede che l'ordinanza di precettazione venga adottata 48 ore prima l'inizio dell'astensione collettiva, salvo il caso in cui sia ancora in corso il tentativo di conciliazione o sopravvengano ragioni di urgenza".

Il provvedimento che impone un termine allo sciopero è adottabile quando "sussista il fondato pericolo di un pregiudizio grave ed imminente ai diritti della persona costituzionalmente tutelati", non un semplice rischio ma "un pregiudizio non tollerabile" all'esercizio dei diritti degli utenti sulla base di una valutazione previsionale.

Ad adottare il provvedimento è il presidente del Consiglio o in caso di rilevanza nazionale, un ministro da lui incaricato su richiesta della Commissione di garanzia, preceduta da un invito alle parti a desistere dai comportamenti che determinano la situazione di pericolo, nonché da un tentativo di conciliazione. L'ordinanza deve prevedere, come spiega ancora la legge, il differimento dell'astensione o la riduzione della sua durata, e l'imposizione di livelli minimi di funzionamento del servizio compatibili col godimento dei diritti della persona. Per questo, dice ancora la legge, non può esistere "un divieto puro e semplice di scioperare".

La precettazione può essere impugnata dai sindacati davanti al Tar anche se questo non sospende l'efficacia dell'ordinanza. In caso di violazione dell'ordinanza gli autori , sindacati e lavoratori, sarebbero sottoposti ad una sanzione amministrativa-pecuniaria con una ordinanza-ingiunzione.

Cosa rischiano i lavoratori che non rispettano la precettazione

I lavoratori che scioperano senza rispettare i termini previsti dalla legge vanno incontro a una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 500 euro a un massimo di 1.000 euro per ogni giorno di mancata ottemperanza, da stabilire tenendo conto della gravità dell'infrazione e delle condizioni economiche dell'agente.

Previste sanzioni anche per i sindacati

Secondo la legge, in caso di mancata ottemperanza da parte dei sindacati all'ordinanza di precettazione, questi sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.500 a 50mila euro per ogni giorno di mancata ottemperanza, a seconda della consistenza dell’associazione sindacale e della gravità delle conseguenze dell’infrazione. Per i preposti al settore nell'ambito delle amministrazioni, degli enti o delle imprese erogatrici di servizi è prevista la sanzione amministrativa della sospensione dall'incarico per un periodo non inferiore a 30 giorni e comunque non superiore a un anno.

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