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Manovra 2024

Taglio del cuneo, nuove aliquote Irpef e detrazioni: tutte le misure fiscali della Manovra

Il cuore della seconda Manovra del governo Meloni è senza dubbio il rinnovo del taglio del cuneo fiscale, a cui si aggiunge anche l’anticipo della riforma dell’Irpef. Non sono le uniche misure che riguardano il Fisco: c’è anche il taglio delle detrazioni sopra i 50 mila euro, sconti fiscali per le imprese e la tassa al 15% per le multinazionali.
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A cura di Annalisa Girardi
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Il protagonista della Manovra 2024 sarà sicuramente il rinnovato taglio del cuneo fiscale, che costa alle casse dello Stato circa 10 miliardi di euro. L'obiettivo, ha spiegato Giorgia Meloni, è quello di continuare a favorire gli stipendi più bassi, agendo sui redditi fino a 35 mila euro, e in particolare quelli fino a 25 mila. Sempre su queste fasce si vedrà anche l'impatto la rimodulazione dellIrpef – i cui scaglioni passano da quattro a tre – che il governo ha voluto affiancare alla legge di Bilancio e che costerà altri cinque miliardi circa. In totale parliamo di 15 miliardi di euro, il focus centrale di questa Manovra.

"Anticipiamo la riforma dell'Irpef, che avevamo previsto nella delega fiscale, cominciando dagli scaglioni più bassi. Eliminiamo il secondo scaglione, quindi estendiamo il primo scaglione, quello che prevede una tassazione al 23%, che oggi è previsto per i redditi fino a 15mila euro, fino a tutto il secondo scaglione. Quindi si pagherà il 23% fino a 28mila euro di reddito", ha annunciato la presidente del Consiglio in conferenza stampa dopo aver varato la Manovra.

Contestualmente il governo ha tagliato le detrazioni fiscali sopra i 50 mila euro, per evitare che la rimodulazione delle due aliquote Irpef – quelle che riguardano i redditi più bassi – finisca per agevolare anche chi guadagna di più, dal momento che l'ampliamento del primo scaglione ha comunque un riflesso su quelli successivi. Dal prossimo anno, quindi, per i redditi oltre i 50 mila euro la detrazione sull'imposta lordo vedrà una diminuzione di 260 euro.

Dal punto di vista fiscale, inoltre, il governo ha inserito nella Manovra anche gli sconti per le imprese che incrementano l'occupazione,  secondo il principio per cui "più assumi, meno paghi" ripetuto spesso da Meloni. Si tratta di uno sconto fiscale in vigore per un anno, che può crescere se l'impresa decide di assumere lavoratori "svantaggiati", tra cui rientrano anche gli ex percettori del reddito di cittadinanza. Non solo, il governo ha previsto anche uno scontro per chi assume donne con almeno due figli.

Infine, sempre in materia fiscale, il governo ha affiancato alla Manovra un altro decreto che introduce la global minimum tax, la tassa al 15% alle multinazionali, secondo le direttive da Bruxelles.

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