Gli Stati generali si sono conclusi, ma i risultati delle votazioni per stabilire i 30 oratori della giornata di domenica ancora non ci sono. E non ci saranno a lungo, almeno finché non verranno eletti i componenti dell’organo collegiale pentastellato. Non solo i risultati non sono stati comunicati pubblicamente, ma secondo quanto afferma il reggente Vito Crimi neanche lui stesso li conosce. Intanto, però, Alessandro Di Battista lascia intendere di aver preso più preferenze di Luigi Di Maio. Per Crimi, che parla al Corriere della Sera, si tratta però di “una convinzione di Alessandro, neanche io so il risultato. Le cifre non sono note, perché non si votava il capo politico ma i relatori. Qualcuno può aver votato Di Battista per ascoltare le sue opinioni, ma non è detto che lo voterebbe come capo”. La decisione di non rendere noti i risultati è stata presa proprio da Crimi. Tanto che dopo la votazione il blog delle stelle spiegava: “I risultati e la relativa certificazione del voto completo, quindi di tutte le preferenze espresse, saranno pubblicati dopo l’elezione dell’organo di direzione del MoVimento 5 Stelle”.

M5s, chi erano i 30 oratori degli Stati generali

Tra i 30 oratori scelti per la giornata di domenica c’erano moltissimi volti noti del Movimento 5 Stelle. Non solo Di Maio e Di Battista, ma anche il presidente della Camera, Roberto Fico, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e tanti componenti del governo o rappresentanti eletti in Parlamento, in consiglio regionale o comunale. Ecco la lista in ordine alfabetico: Lucia Azzolina, Paolo Bernini, Matteo Brambilla, Stefano Buffagni, Alessandro Caramiello, Gianluca Corrado, Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Manlio Di Stefano, Paolo Ferrara, Roberto Ferrara, Roberto Fico, Barbara Floridia, Luigi Gallo, Alessandra Gianotti, Dino Giarrusso, Giulia Grillo, Michele Gubitosa, Luigi Iovino, Antonella Laricchia, Elena Mazzoni, Crescenzo Muto, Vincenzo Presutto, Andrea Quartini, Paola Taverna, Angelo Tofalo, Danilo Toninelli, Daniela Torto, Elisabetta Trenta, Antonio Trevisi.

Lo scontro sui voti: tutti contro Di Battista

La querelle sui voti ricevuti e le frasi di Alessandro Di Battista non sono piaciute a molti esponenti del Movimento 5 Stelle. Tra questi c’è il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede: “Non si può pensare che l'opinione di qualcuno possa pesare più di quella di altri in base ai voti sugli oratori”. Ancora più critica Roberta Lombardi, tra i principali organizzatori dell’iniziativa dei 5 Stelle, che si dice “mortificata per Alessandro perché anziché dare il giusto riconoscimento al lavoro di una comunità che ha passato un mese a riprogettarsi sul dopo-Covid, la prima al mondo a farlo, pensa solo a quanti voti ha preso lui per intervenire. Sta oscurando il lavoro del noi, del gruppo, perché deve portare avanti l'io. Il suo io”.