Il ministro della Salute Roberto Speranza, in un'intervista al Tg3 delle 19 ha ricordato che "Il virus circola in maniera significativa. Circola moltissimo in Francia, in Spagna, in tanti paesi del Nord Europa ma anche in Italia. Dobbiamo continuare a tenere alto il livello di attenzione e con le misure e i comportamenti individuali, che sono essenziali".

"Sullo stato d'emergenza – ha detto – faremo una valutazione da qui a qualche settimana quando arriverà a scadenza, e ci teniamo pronti a ogni evenienza, abbiamo bisogno di essere pronti a misure, qualora dovessero essere necessarie, a livello di piccoli territori, a livello sub-provinciale, escludiamo in questo momento interventi più larghi", ha assicurato. Lo stato d'emergenza è stato già prorogato rispetto alla prima data di scadenza del 31 luglio. Dovrebbe terminare il 15 ottobre, tra 20 giorni, ma si valuta l'ipotesi di prolungarlo fino al 31 dicembre.

"Fanno piacere le parole dell'Oms – ha detto ancora il ministro – un riconoscimento soprattutto agli italiani per il lavoro straordinario per piegare la curva nei mesi più difficili. Oggi l'Italia sta un po' meglio rispetto a tanti altri paesi europei".

Speranza: "Regno Unito? Monitoriamo con attenzione"

Preoccupano i numeri del Regno Unito, e il ministro della Salute ha detto che il governo potrebbe valutare possibili test anche per chi arriva da lì: "Valuteremo giorno per giorno. Abbiamo un vantaggio rispetto ad altri Paesi e proveremo a difendere questo vantaggio con tutte le energie. Oggi il test viene fatto dalle aree che abbiamo ritenuto più a rischio, alcuni di questi Paesi stanno un po' meglio e non escludiamo che possano essere tolti dalla lista, altri, potranno entrare. Sicuramente il Regno Unito è un Paese molto importante, lo stiamo monitorando con grande attenzione, sulla base dell'evoluzione epidemiologica".

Ruguardo alla capienza al 25% negli stadi ha detto: "Non sono d'accordo. Penso che dobbiamo puntare le nostre energie sulle cose essenziali, non possiamo permetterci rischi impropri, in questo momento la priorità è la scuola. La scuola ha riaperto oramai in tutta Italia, stiamo ancora monitorando per capire quali sono le conseguenze relative. Devono passare un po' di giorni, un po' di settimane e capire bene qual è la reazione sul piano epidemiologico dell'apertura delle scuole".

A una domanda sulla possibilità di fissare una soglia un po' più bassa del 25% ha risposto così: "Questo lo valuteranno domani i nostri scienziati. Io sono anche un grande tifoso di calcio ma in questo momento la priorità dell'Italia devono essere le scuole, non possono essere gli stadi, lo dico con il massimo del rispetto anche perché ci sono persone che lavorano intorno alla stadi, quindi nulla può essere sottovalutato ma in questo momento non possiamo permetterci leggerezze abbiamo un vantaggio che dobbiamo conservare. Il virus circola, non commettiamo errori".