Il ministro della Salute Roberto Speranza vuole un patto per la sanità: "Sulla salute il Paese va unito, non diviso. Penso a tutto il Parlamento, ma non solo: serve un grande patto-Paese per nuovi investimenti e una riforma del Servizio sanitario anche con gli ordini professionali, i lavoratori, le imprese, con chi si occupa di sanità". Lo ha detto in un'intervista al quotidiano La Stampa. Speranza non sembra preoccupato per la tenuta della maggioranza, che continua a perdere pezzi, e che a Palazzo Madama ha un vantaggio di soli 6 voti: "Quello che conta è il rapporto col Paese".

"La nostra è un'agenda importante", ha aggiunto il ministro. "Ci sono tutte le risorse per andare avanti con questa stagione di governo. La sfida è alta: consiglio meno giochi di Palazzo e più risposte al Paese".

Sul taglio dell'Iva ha spiegato che "è una delle ipotesi emerse nel confronto con i soggetti sociali". "Io penso che la priorità sia far ripartire la domanda, dobbiamo valutare gli strumenti migliori per farlo". E riguardo al taglio del cuneo fiscale, ha detto: "Ci abbiamo messo 3 miliardi per quest'anno e 5 per il prossimo, è un intervento consistente. Dobbiamo insistere". Infine, prima della pandemia si parlava di riforma delle pensioni. "Se n'è parlato durante gli Stati generali", ha sottolineato Speranza. "Io credo che la priorità in quel campo sia trovare uno strumento per tutelare il futuro pensionistico di chi vive in una condizione di fragilità lavorativa".

Il ministro ha ricordato che "non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino un mutamento significativo del virus. Il Covid circola ancora, l'ultima settimana a livello mondiale è stata la peggiore. È chiaro che bisogna ripartire, ma con prudenza". Sull'utilità del Mes, che con 37 miliardi potrebbe dare un importante aiuto alla sanità italiano il ministro non si sbilancia: "Il ministro della Salute si batte sempre e comunque per avere risorse. Conte ha annunciato che sul Mes deciderà il Parlamento, è giusto che sia quello il luogo della decisione". 

Secondo Speranza poi la scuola non è stata sottovalutata. Dopo la presentazione del linee guida del ministero dell'Istruzione per il ritorno in classe a settembre si sono aperte le polemiche: "La scuola è la vera priorità del governo. Siamo al lavoro sulle linee guida insieme alle Regioni e alle parti sociali. A settembre tutte le scuole devono riaprire, ma nella massima sicurezza".