Secondo il sondaggio Emg Acqua presentato oggi ad Agorà, il programma condotto da Serena Bortone su Raitre, se si votasse oggi la Lega sarebbe ancora il primo partito, nonostante il partito sia adesso fuori dal governo, dopo la nascita del Conte bis. Al secondo posto c'è il Pd, e considerato che il sondaggio è stato condotto il 17 settembre, quindi il giorno successivo all'annuncio della scissione dal partito messa in atto da Renzi, apparentemente non ci sarebbero state ripercussioni sui consensi.

Il 33,1% degli intervistati ha risposto che se si votasse oggi sceglierebbe il partito guidato da Salvini; mentre il 20,2% ha risposto che voterebbe per il Pd. Il M5S otterrebbe il 18,5% delle preferenze, Fratelli d'Italia il 7,3%, Forza Italia il 7,0%. Seguono Italia Viva col 3,4%, Più Europa col 2,7%, La Sinistra 2%. Secondo il primo sondaggio di Agorà eseguito su Matteo Renzi e il suo nuovo partito, Italia Viva otterrebbe quindi solo il 3,4% delle preferenze degli elettori. Un dato rilevante è lo scatto in avanti di Fratelli d'Italia: il partito di Giorgia Meloni supera infatti quello di Silvio Berlusconi, all'interno della compagine di centrodestra.

La rilevazione, effettuata su un campione di su un campione di 1.805 casi, dà un'indicazione anche sulla fiducia ai leader politici. Al primo posto c'è sempre l'ex ministro dell'Interno Salvini, anche se in lieve calo rispetto al sondaggio Emg del 12 settembre: ora è al 40%, mentre una settimana fa era dato al 41%. Al secondo posto si piazza Conte, al 39%, che perde però ben 4 punti percentuali. Subito dopo troviamo Giorgia Meloni, che si mantiene stabile al 29%. Il capo politico del Movimento Cinque Stelle è solo in quarta posizione, ma guadagna un punto rispetto al precedente sondaggio: Di Maio è al 28%. Molto più staccato il segretario dem Nicola Zingaretti, leggermente in perdita di consensi: è dato al 23%. Nella penultima posizione c'è Silvio Berlusconi: il leader di Forza Italia è in lieve sofferenza, e deve accontentarsi del 17%. Fanalino di coda è Matteo Renzi, che nonostante la manovra degli ultimi giorni, resta fermo al 16%.