Sondaggi politici, Vannacci è l’ago della bilancia: il centrodestra vince solo se si allea con Futuro Nazionale

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Secondo la simulazione di YouTrend per Sky TG24 Futuro Nazionale sarebbe decisivo sia con l’attuale legge elettorale che con lo Stabilicum, la riforma targata Meloni che è stata approvata dal Senato ma deve ancora passare al vaglio della Camera. Senza il generale in coalizione infatti il campo largo è avanti alla destra in entrambi gli scenari.

La nuova legge elettorale non cambia le cose: Vannacci decide chi governa. Senza il generale in coalizione la destra perde contro il campo largo; sia con la legge elettorale attuale, il Rosatellum, che con lo Stabilicum, che è stato approvato al Senato ma prima di entrare in vigore deve passare alla Camera per una terza lettura.

Paradossalmente la riforma del voto promossa dalla maggioranza avvantaggerebbe il centrosinistra (allargato a Italia Viva e +Europa), perché la coalizione che sfida Meloni vincerebbe il premio di governabilità, che si sblocca superando la soglia del 42%, mentre con il Rosatellum si fermerebbe a tre seggi dalla maggioranza alla Camera.

Quanti voti prendono i partiti

La simulazione realizzata da YouTrend per Sky TG24 parte dall’ultima Supermedia dell’istituto, cioè dalla media ponderata dei sondaggi nazionali. Tra i singoli partiti Fratelli d’Italia resta nettamente primo al 26,9%, seguito dal Pd al 21% e dal Movimento 5 Stelle al 12,1%. Futuro Nazionale e Forza Italia sono appaiati al 7,6%, davanti ad Avs al 6,3% e alla Lega al 5,6%. Più indietro Azione al 3,7%, Italia Viva al 2,4%, +Europa all’1,4% e Noi Moderati all’1%. A partire da queste percentuali YouTrend simula quanti seggi otterrebbero i partiti alla Camera e al Senato applicando i due sistemi elettorali.

L’analisi combina due variabili. La prima è la legge elettorale: in uno scenario si vota con il Rosatellum, nell’altro con lo Stabilicum. La seconda è la collocazione di Futuro Nazionale: YouTrend considera sia l’ipotesi di un’alleanza tra Vannacci e il centrodestra sia quella di una corsa solitaria del generale. L’obiettivo è mostrare come le stesse percentuali possano produrre risultati molto diversi sul piano parlamentare a seconda della composizione delle coalizioni e del meccanismo che traduce i voti in seggi. Ne derivano quattro scenari; i risultati, di fatto, mostrano che la scelta di Vannacci determina quale alleanza vince le elezioni a prescindere dalla legge elettorale.

Senza Vannacci lo Stabilicum consegna la maggioranza al campo largo

Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati non raggiungono il 42%, la soglia che, in base alla formulazione attuale dello Stabilicum, fa scattare il premio di maggioranza (la coalizione attuale si attesta sul 41,1%). Il tesoretto consiste in 70 deputati e 35 senatori; lo vincerebbe il campo largo (43,2%), assicurandosi in totale 221 seggi alla Camera e 110 al Senato: numeri sufficienti in entrambi i rami del Parlamento per governare senza cercare altri alleati. Sarebbe lo scenario ideale – rispetto a tutti gli altri che prospetta l’analisi – per il Partito Democratico, che otterrebbe 110 deputati. Il centrodestra invece si fermerebbe a 139 seggi alla Camera e 69 al Senato. Forte del suo 7,6%, Futuro Nazionale eleggerebbe 25 deputati e 12 senatori. In questo caso però governerebbe comunque il centrosinistra.

Con Vannacci in coalizione invece la destra raggiungerebbe il 48,7%;con lo Stabilicum (incluso, dunque, il premio di maggioranza) otterrebbe 226 deputati e 117 senatori. Con la nuova legge elettorale, in pratica, la collocazione del generale determina direttamente quale coalizione ottiene il premio di maggioranza e può governare in autonomia, senza la necessità di cercare sponde in altre forze politiche.

Con il Rosatellum il campo largo è avanti, ma non ha la maggioranza alla Camera

Anche con il Rosatellum il posizionamento di Futuro Nazionale determina il vincitore delle elezioni. Se Vannacci si allea con il centrodestra, la coalizione conquista la maggioranza assoluta in entrambe le Camere: ottiene 219 deputati, contro i 167 del campo largo, e 106 senatori, contro 88.

Se invece il generale affronta le elezioni in solitaria, il campo largo diventa lo schieramento con più parlamentari. Alla Camera ottiene 198 seggi, contro i 169 del centrodestra e i 20 di Futuro Nazionale. Al Senato conquista 107 seggi, mentre la destra si ferma a 77 e il partito di Vannacci a 10. Il centrosinistra avrebbe quindi la maggioranza assoluta a Palazzo Madama, ma non a Montecitorio, dove resterebbe tre seggi sotto quota 201 (la maggioranza): per formare un governo dovrebbe ottenere il sostegno di un’altra forza politica, come Azione (Calenda però in più occasioni ha escluso categoricamente l’ipotesi). Italia Viva non riuscirebbe ad entrare in Parlamento.

Gli equilibri di forza all'interno delle coalizioni

Il premio di governabilità ridisegnerebbe anche i rapporti di forza dentro le coalizioni. Circoscrivendo l'analisi allo scenario in cui è in vigore la nuova legge elettorale e alla sola Camera dei deputati, con Vannacci alleato del centrodestra Fratelli d’Italia vincerebbe 125 seggi; se Futuro Nazionale corresse da solo, i deputati del partito di Meloni scenderebbero a 91. Anche per Vannacci entrare nella coalizione sarebbe vantaggioso, perché passerebbe da 25 a 35 seggi. Così come per le altre forze della destra: la Lega salirebbe da 19 a 26, mentre Forza Italia da 26 a 35. Naturalmente questi dati non tengono conto delle sensibilità politiche dell'elettorato, dato che, in base alle alleanze siglate prima del voto, le percentuali di ciascun partito potrebbero variare (perché, ad esempio, un elettore di Forza Italia potrebbe non votare per gli azzurri se il centrodestra imbarcasse Vannacci). Sul fronte opposto, il Pd oscillerebbe tra 110 deputati con il campo largo vincitore del premio e 79 se a ottenerlo fosse il centrodestra.

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