La strada per il governo Conte bis, nato dall’alleanza tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, nasce in salita. Almeno per quanto riguarda il gradimento degli italiani nei confronti dell’esecutivo. Scarsa la fiducia nel nuovo governo da parte degli elettori, come testimoniano gli ultimi sondaggi. Allo stesso tempo gli elettori evidenziano una preferenza per il precedente esecutivo, guidato sempre da Giuseppe Conte, ma in quel caso formato da una diversa maggioranza, composta sempre dal Movimento 5 Stelle ma in compagnia della Lega di Matteo Salvini. Una rilevazione effettuata da Ipsos mostra questi dati ed evidenzia le difficoltà, almeno elettorali, dell’esecutivo che si è insediato da pochi giorni a Palazzo Chigi.

La prima domanda che viene posta dal sondaggi riguarda il gradimento del nuovo esecutivo. Nello specifico si chiede agli intervistati se “piace il nuovo governo Conte”. Risposte positive solamente dal 35% del campione, a fronte di una replica negativa nel 54% dei casi: più di un elettore su due, quindi, non gradisce l’arrivo a Chigi del Conte bis. Non sa, invece, il restante 11%. Sulla stessa scia, viene chiesto agli intervistati se credono che l’ex ministro dell’Interno ed ex vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, abbia fatto bene ad aprire la crisi di governo che, in pieno agosto, ha portato alla decisione di Giuseppe Conte di dimettersi e alla formazione del nuovo esecutivo supportato da M5s e Partito Democratico.

Sondaggi, Salvini ha sbagliato ad aprire la crisi di governo

Secondo il 45% degli intervistati Salvini ha sbagliato ad aprire la crisi di governo. Mentre crede che abbia fatto bene il 33% del campione. Sul tema non si esprime il restante 22%. Infine, si pone un’altra domanda agli elettori e si chiede se preferiscano l’attuale governo o quello precedente, entrambi guidati da Giuseppe Conte. Qui l’equilibrio la fa da padrone, ma alla fine a prevalere è il governo precedente, più apprezzato dal 36% degli intervistati. Preferisce, invece, il nuovo governo il 32% del campione. Infine non ha un’opinione precisa il restante 32% delle persone intervistate.