Se le Sardine decidessero di fondare un partito, raccoglierebbero subito l'11,4% dei consensi, stabilendosi come quarta forza politica nel Paese. È quanto emerge dall'ultimo sondaggio politico elettorale stilato da Tecnè per l'Agenzia Dire. Il successo di un'ipotetico partito delle Sardine sarebbe pagato maggiormente dalle forze di governo: infatti, il Partito democratico perderebbe il 4,4% dei voti e il Movimento Cinque Stelle avrebbe 3,4 punti percentuali in meno. Anche La Sinistra e i Verdi vedrebbero i propri voti ridursi, mentre per le forze politiche del centrodestra non si registrerebbero sostanziali cambiamenti.

Le Sardine andrebbero quindi a pescare i propri consensi dal bacino elettorale del centrosinistra: secondo l'indagine di Tecnè, il 35% dei voti che otterrebbero gli attivisti arriverebbe dall'elettorato dem, il 27% da quello pentastellato e un altro 15% da altri partiti del centrosinistra. Un 3% verrebbe da altre forze politiche mentre il 20% sarebbe costituito dal voto di indecisi e astenuti. Questi numeri, d'altronde, non sorprendono più di tanto: lo sa bene il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, che ha invitato le Sardine al prossimo Congresso di partito, aprendo quindi al movimento nato a Bologna per contrastare l'avanzata della Lega di Matteo Salvini.

Il leader Mattia Santori, pur mettendo le mani avanti rispetto all'offerta di Zingaretti, non ha nemmeno chiuso totalmente la porta a questa eventualità: "Il Pd si è messo in discussione e gli va dato atto. È il partito che ci ha dato più ascolto e mostra un'apertura vera verso di noi. Per noi è troppo presto per capire se partecipare a questa fase, noi siamo in fase di gestazione. Anche il Pd deve capire come presentarsi in questo processo di rinnovamento. Sicuramente ci ha fatto riflettere l'idea di Zingaretti, è positivo", ha detto l'attivista in diretta da Mezz'Ora in Più su Rai Tre.

Il sondaggio di Tecnè ha anche evidenziato le intenzioni di voto nazionali. Anche in questo esame sul consenso degli italiani rispetto alle forze politiche nel Paese emerge un calo della Lega, che pur resta il primo partito in Italia. Rispetto ai risultati ottenuti il 20 dicembre scorso, il 10 gennaio 2020 il Carroccio ha perso 0,5 punti percentuali, scendendo al 31,9%. Subito seguito dal Partito democratico, che invece guadagna uno 0,2% e si stabilisce al 19,3%. Il Movimento Cinque Stelle invece continua a perdere voti e passa dal 16% delle ultime rilevazioni all'attuale 15,4%. Fratelli D'Italia conferma invece la tendenza positiva: il partito di Giorgia Meloni, crescendo di uno 0,2%, registra questa settimana il 10,6% dei consensi. Buoni risultati anche per Forza Italia, che dal 7,7% di fine dicembre arriva il 10 gennaio all'8,1%. Infine, lieve flessione anche per Italia Viva, che perdendo 0,1 punti percentuali scende al 3,9%.