Conte ter, stessa maggioranza con un presidente del Consiglio diverso, oppure tutto diverso, o un governo tecnico, infine il voto. Le opzioni sul tavolo per risolvere la crisi di governo aperta da Matteo Renzi ormai due settimane fa, ma pronta a esplodere da mesi, sono tante e diverse tra loro. Gli italiani sono divisi su quale sarebbe lo scenario migliore dopo le dimissioni del presidente Conte. Il sondaggio realizzato nelle ultime quarantotto ore dall'Istituto Demopolis per Radio1 Rai rivela che il 56% dei cittadini ritiene che la crisi di governo aperta in questo momento storico sia "inopportuna in un frangente come quello attuale".

Quattro italiani su dieci vogliono ancora Conte al governo

Tra le domande poste dall'Istituto Demopolis, c'è la preferenza per i diversi scenari che si potrebbero realizzare da qui ai prossimi giorni: il 40% degli italiani opterebbe per un nuovo governo guidato da Giuseppe Conte, magari con un rafforzamento della squadra di ministri. Uno su cinque vorrebbe un esecutivo con una maggioranza più larga e un presidente del Consiglio diverso, un governo delle larghe intese. Un terzo degli intervistati, invece, chiede di tornare subito al voto. Un ulteriore livello di analisi sta nella collocazione politica dei cittadini intervistati: il 74% di chi vota Fratelli d'Italia e meno di due terzi di chi vota Lega vorrebbe subito le elezioni, meno convinti gli elettori di Forza Italia. Tra chi parteggia per i partiti di maggioranza le percentuali di chi chiede di tornare al voto sono bassissime: 7% per i sostenitori dei 5 Stelle e 5% tra quelli del Partito Democratico.

Se si tornasse oggi alle urne vincerebbe il centrodestra con il 49%

Se si votasse oggi, sempre secondo il sondaggio Demopolis, la Lega sarebbe il primo partito d'Italia con il 23% delle preferenze. Segue il Partito Democratico a meno di tre punti: 20,2%. Fratelli d'Italia staccherebbe il Movimento 5 Stelle, con il partito di Giorgia Meloni dato al 17% e quello pentastellato al 15%. Forza Italia, sotto la doppia cifra, sarebbe all'8,8%. Distanziata al 3,8% la Sinistra di LeU e, sotto la soglia del 3% necessaria per l'ingresso in Parlamento, resterebbero oggi, tra gli altri, Azione e Italia Viva. Sommando le percentuali emerge che i tre partiti di centrodestra otterrebbero il 49% dei voti, mentre la possibile coalizione di centrosinistra, considerando anche il Movimento 5 Stelle, si fermerebbe al 39%.